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Ven. Nov 22nd, 2019

Hail Satan? – Anche il diavolo pulisce le spiagge

Domenica 3 novembre è stato l’ultimo giorno del Ravenna Nightmare Film Fest. Tra le ultime proiezioni del programma non potevamo certo non parlarvi di Hail Satan?, film-documentario del 2019 diretto da Penny Lane, che racconta l’origine e l’attività del The Satanic Temple.           
Il film ci parla, appunto, dell’attività del Satanic Temple, un movimento attivo in particolar modo per quanto riguarda il riconoscimento della libertà religiosa individuale e della separazione tra chiesa (sebbene sarebbe più accurato usare il termine “religione cristiana”) e stato. Lucien Greaves, capo del movimento, presenta sé stesso e i suoi adepti come un’associazione di persone oneste, votate alla diffusione della bontà, dell’empatia, del senso pratico e di giustizia, guidando le coscienze all’adesione a obiettivi nobili come i diritti LGBT e quello all’aborto.

Un dato importante emerge dal documentario: infatti, contrariamente a quanto uno spettatore potrebbe essere portato a credere dai suoi pregiudizi, per il Satanic Temple, Satana simboleggia non tanto l’essere maligno, quanto l’eterno ribelle, colui che si oppone all’autorità arbitraria e difende la sovranità personale, anche di fronte a disuguaglianze insormontabili.
Perry Lane ci mostra, anche in maniera un po’ ironica e leggera, come i membri del Satanic Temple usino la figura del principe delle tenebre per combattere le ingiustizie civili e culturali, molto spesso con atteggiamenti “trolleggianti”.

Tutto ebbe inizio nell’estate del 2013, quando un gruppo di devoti al diavolo annunciò un rito in un cimitero del Mississippi sulla tomba della madre di Fred Phelps Jr, fondatore della Chiesa Battista di Westboro (conosciuta in particolar modo per le sue ideologie estreme, specialmente quelle contro gli omosessuali). La “messa rosa”, come venne chiamata,  avrebbe trasformato lo spirito eterosessuale della madre del reverendo in uno spirito omosessuale. Ovviamente il rito ebbe davvero luogo: “Ora la sua anima è ufficialmente lesbica” decretarono i satanisti, contenti di aver reso l’anima della madre di uno dei più famosi omofobi d’America uno di quegli omosessuali contro cui tanto si agitava.
Il documentario racconta l’ascesa mediatica dei “satanisti progressisti” attraverso altri episodi, tra cui la battaglia per l’installazione una statua di due metri di Baphomet sullo stesso suolo pubblico dove un monumento omaggiava i dieci comandamenti di Mosè (di cui diverse copie sono sparse sul suolo americano in seguito ad una campagna pubblicitaria legata al film di Cecil B. DeMilleI dieci comandamenti” del 1956).    

Da tutto ciò emerge l’intuizione fondamento del movimento: costruire una narrazione di Satana come “contro-mito” per svelare la costante tendenza delle istituzioni americane a rappresentare gli Stati Uniti come “nazione cristiana”. Così, sfruttando le leggi statali e in particolare le possibilità date dal primo emendamento, i satanisti invadono gli spazi pubblici per riaffermare la laicità della Costituzione americana. E mentre il Satanic Temple “trolla” con successo la bigotta società americana, il circolo mediatico di destra (con Foxnews a capo della “crociata”) cavalca l’allarme del satanismo e del “male” che si diffonde nella società.
Altro aspetto del Satanic Temple è il tentativo di ridefinire il satanismo, rivendicando così una propria identità senza dover essere a propria volta etichettato come composto da seguaci del male, disarticolando ogni vecchio schema del passato (nonostante alcune mele marce all’interno delle loro fila, prontamente allontanate). Vengono dati dettami da seguire, basati sull’amore e sull’aiuto del prossimo, sul rispetto della vita altrui e sul diritto di avere libera scelta sul proprio corpo. Inoltre diversi gruppi si sono fatti promotori di attività ecologiche, ripulendo ad esempio diverse spiagge dalla plastica, con l’aiuto di “forconi infernali”.          

Oltre al lato divertente della questione, però, ci si sofferma molto su temi un po’ più seri, come il caso d’isteria collettiva che colpì gli U.S.A. tra gli anni ’80 – ‘90, durante il quale mass-media e istituzioni accusarono di satanismo abitudini culturali dell’epoca, come Dungeons & Dragons o l’heavy metal; fino a una vera e propria caccia alle streghe che perseguitò, anche penalmente, centinaia di persone poi risultate innocenti.      
A questo punto, su una cosa dobbiamo riflettere, cioè che non serve essere ferventi cattolici o “satanisti progressisti” per essere brave persone, basta semplicemente fare del bene nel concreto, nella vita reale, e questo vale per qualsiasi religione, per qualsiasi movimento, senza maschere di ipocrisia dietro cui nascondersi. Appartenere a qualcosa non ci rende automaticamente migliori, ma essere migliori ci rende appartenenti ad un’unica razza, quella umana, con tutte le sue sfaccettature, con tutte le sue credenze.

Tommaso Amato

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