Annunci
Mer. Dic 11th, 2019

Ce l'ho Corto Film Festival: Sezione Ce l'ho Porno

La sezione porno della prima edizione del Ce l’ho Corto Film Festival chiude la prima di tre giornate di eventi e proiezioni all’insegna della pluralità

Corpi, generi, immaginari e linguaggi diversi guidano lo sguardo nell’esplorazione delle molteplici sessualità: in Good Boys e Labia of Love i corpi sottorappresentati diventano protagonisti; dai documentari Autodefense Gynecology e Sissy: a Slut Documentary si passa all’animazione di Innocence; alla sperimentazione audiovisiva di  Lipstick e di Face to Face in the Night si alternano corti narrativi come la commedia Fuckough; il drammatico Birthday e le comiche trovate culinarie di Brunch on Bikes; infine Faithful Dogs, dal progetto XConfessions di Erika Lust, presenta la pratica BDSM del puppy play attraverso una cornice fantascientifica.

Fuckough è uno degli episodi che andranno a comporre il film (S)explicitus, parte della trilogia Tractatus logico-phileroticus ideata da Werther Germondari e Maria Laura Spagnoli nel 1998 e tutt’ora in produzione. In questa giocosa commedia dal titolo onomatopeico si ripercorre giorno per giorno la routine di una coppia sposata di mezz’età. La settimana sembra proseguire nella norma, finché un mercoledì la moglie non si accorge che dall’appartamento della vicina proviene un colpo di tosse familiare… Le scene di sesso sono inserite in modo funzionale all’interno di una struttura iterativa in cui l’aspettativa disattesa dello spettatore e la consapevolezza dei tempi comici creano un simpatico momento di intrattenimento. Per quanto possa apparentemente sembrare fine a se stesso, questo esercizio sulla commedia mette in discussione la monogamia come condizione obbligatoria in un matrimonio.

I buongustai Ethan Folk e Ty Wardwell ritornano nella selezione di Inside Porn con Brunch on Bikes portando sul piatto il loro dissacrante umorismo culinario… e dei pancake ai mirtilli. Una ricetta improbabile realizzata a ritmo di electroclash tedesca con un didlo-sbattitore, un’impasto “infornato” a 37° e un’impiattamento impeccabile curato dalle amiche Bat Dot e Torian.

L’imprevista incursione della videoarte di Face to Face Into the Night nella sezione porno del festival si dimostra perfettamente adatta a raccontare la sessualità nel cyberspazio. Migliaia di solitudini si incontrano in un universo irreale formando costellazioni virtuali in cui le fattezze degli utenti in diretta su siti cam2cam sono restituite come fantasmi olografici dopo essere passate attraverso l’occhio ciclopico della webcam

In Birthday, Shine Louise Houston, fondatrice della casa di produzione pornografica Pink and White Productions, mette il linguaggio cinematografico al servizio dei suoi più vicini corrispettivi sessuali, voyeurismo ed esibizionismo, per raccontare la messa in scena di una fantasia erotica. In questo intimo corto la forte presenza scenica di Barbary Rose e Nenna Feelmore si sprigiona dallo sguardo piuttosto che dal corpo.

Tecnica inconsueta per una selezione pornografica/erotica, lo stop-motion anima le bambole Sumatra e Milo nel corto Innocence dell’artista e videomaker Ilaria Panero (aka Ila Afterglow). L’innocenza del gioco richiama un immaginario infantile per poi culminare in un piacere proibito, custodito e ricordato al riparo dagli sguardi degli adulti. 

Labia of Love esplora invece il rapporto con il proprio corpo durante la vecchiaia, comunemente esclusa dal discorso sulla sessualità. La maturità non è vista come appassimento, ma come occasione per sbocciare dopo aver fatto tesoro della propria esperienza di vita e dei propri desideri inespressi. Morgana Muses ricorda con ironia e anche vanità, che il piacere non è solo un privilegio delle donne giovani.

Piuttosto che puntare sull’immagine esplicita, l’artista visivo e produttore musicale Brian Zahn si serve di particolari e primi piani di allusiva sensorialità. Immerse in un bagliore rosso sangue, la predatrice Gaea Lady e la preda Samantha Siren incarnano il mito di Vampyros Lesbos di Jesús Franco in un breve ma intenso videoclip musicale intitolato Lipstick. Il tappeto sonoro ambient drone di Jacoti Sommes culmina in un viscerale plateau e dopo l’orgasmo si distende lasciando spazio all’interpretazione non univoca del significato del sangue e del rapporto con il genere horror. 

Nel documentario divulgativo Autodefense Gynecology l’attivista Klau Chinche (aka Klau Kinky) presenta diverse realtà femministe provenienti da tutto il mondo: il collettivo olandese Women on Waves, che pratica aborti sicuri e professionali in acque internazionali per aiutare le donne che vivono in paesi in cui è illegale ricorrervi e il collettivo Hesperian Guides, che educa le donne delle comunità rurali dove non sono presenti medici e ospedali a prendersi cura del proprio corpo.

Klau Chinche trova in questi collettivi un’attitudine punk in comune con i suoi progetti personali Anarcha Gland e Gynepunk.

Anarcha Gland svela il “lato oscuro della ginecologia“, branca della medicina progredita attraverso sperimentazioni senza anestesia sul corpo di schiave afroamericane. Propone una riappropriazione della terminologia clinica in onore di questi corpi martoriati, rinominando le ghiandole studiate dai medici Skene e Bartolino in Anarcha, Lucy e Betsy come le schiave di cui è rimasta memoria.

Al grido di “Questa non è stregoneria, questa è scienza!“, il progetto Gynepunk promuove attraverso dei workshop  la consapevolezza del proprio corpo, sfata alcuni luoghi comuni sull’anatomia femminile e dimostra durante performance dal vivo l’utilizzo di strumenti medici come lo speculum.

Sissy: a Slut Documentary osserva la poco citata pratica BDSM della feminization o sissification. La riflessione sui ruoli di genere in questa dinamica di gioco tra una donna dominante e un uomo sottomesso si associa a una forma amatoriale in grado di creare un rapporto immediato con la realtà attraverso l’alternanza tra le riprese dell’operatore di macchina e i selfie pubblicati in diretta su Snapchat.

La rimediazione della schermata dello smartphone introduce anche l’universo futuribile in cui è ambientato Faithful Dogs di Von Ferro, tratto da una fantasia sessuale di un utente del progetto XConfessions di Erika Lust. Nel 2046 la Corte Internazionale di Giustizia estende i diritti dell’uomo agli animali, rendendo illegale tenerli con sé in casa. Uno scenario utopico per gli appassionati di puppy play, che si offrono volontari per essere addestrati come animali domestici dalla mistress Lupa Vaux.

La pratica del puppy play viene interpretata in modo orgogliosamente freak nel corto low budget Good Boys di Roxanne DripCorpi non conformi, sfuggenti da ogni associazione univoca tra sesso biologico e genere, sono protagonisti di un incontro a tre tra due uomini trans (ftm) e una donna-chimera da venerare

Giulia Silano

Annunci

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: