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Gio. Feb 27th, 2020

Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn

Harley Quinn, nome fittizio di Harleen Frances Quinzel, è un personaggio dell’universo DC creato da Paul Dini e Bruce Timm per la serie televisiva animata Batman, in cui compare per la prima volta l’11 settembre 1992 nell’episodio “Un piccolo favore”. Dal febbraio 1994 compare anche nei fumetti (The Batman Adventures: Mad Love) . Dall’ottobre 1999 è stata integrata anche nella continuity ufficiale dei fumetti DC Comics comparendo per la prima volta in Batman: Harley Quinn, ambientato durante la saga Batman: Terra di nessuno.

Paul Dini creò il personaggio dopo aver visto l’attrice Arleen Sorkin vestita da pagliaccio in una sequenza, ambientata in un sogno, della soap opera Il tempo della nostra vita; e difatti fu poi proprio la Sorkin a doppiare per la prima volta Harley. Concepita come spalla e fidanzata di Joker nella serie, si scopre che i due si incontrarono mentre lei lavorava come psichiatra al manicomio Arkham Asylum, dove “Mr. J” era un paziente.
In genere, viene raffigurata come una donna dagli occhi azzurri e dai lunghi capelli biondi legati da due codini ai lati della testa, mentre la sua agilità e le sue abilità sono derivate da un’ottima prestanza fisica ed atletica. L’abbigliamento tipico del personaggio consiste in un costume da arlecchino rosso e nero, con un pesante trucco sul volto ed una mascherina nera da carnevale, anche se negli anni Harley ha avuto abbigliamenti totalmente differenti, come ad esempio il look utilizzato nei film DCU.  

Riguardo la sua vita precedente agli eventi che la vedono coinvolta con Joker, sappiamo che Harleen ottenne una borsa di studio in ginnastica e intraprese la facoltà di psichiatria, solo con l’intento di intervistare gente famosa e scrivere libri a riguardo; malgrado non fosse brillante negli studi, si laureò solo perché si ingraziò i favori dei professori. Ottenne poi un posto come psichiatra dell’Arkham Asylum, il manicomio criminale di Gotham City. Desiderosa di intervistare Joker, fece di tutto per incontrarlo e, alla fine, quando ci riuscì, ne rimase sedotta. Il criminale rappresentò da quel momento in poi una vera ossessione per lei. Infatti, una notte, la donna decise finalmente di dichiararsi, liberando il criminale dalla sua cella e fuggendo con lui, ma quando Joker l’abbandonò poco dopo, capì di essere stata sfruttata, cosa che comunque non impedì ai due folli di lavorare nuovamente insieme in seguito. Famosa è la frase che Joker le ripete spesso: «non cercare di capirmi… impazziresti nel preciso istante in cui tenteresti di farlo».  
Tuttavia anche Harley, fin dalle sue prime apparizioni, si presenta come un soggetto mentalmente instabile, e con la vicinanza di Joker, viene ulteriormente aggravata la sua situazione, perdendo completamente la coscienza e, da soggetto instabile, si tramuta in una donna violenta e imprevedibile.

Harley è apparsa in numerose serie e lungometraggi animati, mentre la sua più celebre apparizione sul grande schermo è da ricollegarsi al film Suicide Squad, dove viene interpretata da Margot Robbie. Sulla scia di quest’ultimo si sviluppa la trama dell’ultimo film targato DC, Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn, che la vede protagonista e inserita in un cast quasi tutto al femminile.          
Nel film troviamo Harley intenta a prendere le distanze dal suo “ex fidanzato” Joker, e decisa a dare una svolta alla sua vita, tentando di superare la fine della relazione. Un susseguirsi di eventi la porterà a scontrarsi con uno dei boss del crimine di Gotham, Maschera Nera, che darà non poco filo da torcere alla folle Harley, la quale si vedrà costretta a creare una squadra per fronteggiarlo.           
Il film non ha avuto il successo sperato, forse erede della pessima nomina ricevuta da Suicide Squad, e molte parti ricordano una caratterizzazione del personaggio tipica di Deadpool, con la rottura della quarta parete e un’incontrollabile follia omicida.    
Non vi resta che guardarlo. Birds of Prey vi aspetta al cinema dal 6 febbraio.

Tommaso Amato

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