Sublimar(t)e

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Chi siamo?

Siamo un gruppo di psicologi e psicoterapeuti in formazione che opera sul territorio bolognese e ci rivolgiamo a chiunque abbia curiosità nei confronti del mondo psicologico.
Il nostro intento è quello di diffondere e tradurre la cultura psicologica e il suo linguaggio, in contenuti in cui riconoscersi poiché più accessibili e ancorati a spazi di vita quotidiana. In questa rubrica, ci occuperemo di indagare il rapporto tra arte e psicologia, strettamente connesse nella misura in cui l’opera artistica può essere vista come il prodotto di un processo psicologico chiamato sublimazione.
La sublimazione è un meccanismo di difesa che agisce incanalando pensieri o emozioni inaccettabili verso attività socialmente condivisibili e utili, per trarne una gratificazione. L’oggetto d’arte diviene, dunque, ciò che dà una forma all’informe che la precede. L’attività artistica, insomma, crea bordi, costeggia, circoscrive un “troppo” emotivo, che necessita di avere dei confini per non rimanere un eccedente.
Partiremo, dunque, da un prodotto artistico, che sia esso un film, un libro, una poesia o un quadro, per sviscerare quelli che possono essere i contenuti psicologici attraverso una lettura nuova e originale dell’opera.


L’urgenza della pulsione in The Rocky Horror Picture Show

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Valentina Moscatiello


Mysterious Skin: Ragazzi che hanno subito la vita

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Marco Quartaro


L’arte di sublimare

Anonima

Valentina Moscatiello

 


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