Un fotogramma per raccontare un bacio. Man Ray, per realizzare la sua opera dal titolo “The Kiss“, datata 1922, utilizza un’immagine su carta fotografica creata senza ricorrere all’uso della macchina: per farlo, espone la carta alla luce in più momenti, ogni volta utilizzando come stencil un insieme di strumenti diversi, poi “ricomposti” dalla luce stessa. Due mani, un paio di teste nell’atto del bacio, due vassoi di sviluppo da camera oscura, che sembrano intenti a toccarsi, quasi come se fossero stati colti anch’essi nel momento del bacio.
Ed è così che, attraverso il contrasto tra la parte chiara su cui sono stati impressi gli stencil e il restante spazio scuro, viene fuori un’immagine complessivamente rappresentativa ed evocativa, che unisce la meccanicità dello strumento all’emotività dell’ispirazione artistica. Man Ray affermò di aver inventato il fotogramma dopo essere emigrato da New York a Parigi nel 1921. Nonostante tale pratica fosse già esistente, infatti, l’apporto dell’artista fu interessante in quanto trasformò il fotogramma da mera copia di ciò che era già esistente a vera e propria opera d’arte e di narrazione pittorica, tanto da dare ai suoi lavori il proprio nome, definendoli “rayographs“, “rayografie”.
Da quest’opera viene fuori l’intento dell’artista di “fotografare” un’idea piuttosto che un insieme di oggetti: tra l’altro, pare che Man Ray possa aver composto “The Kiss” tenendo fede all’idea secondo cui la sessualità non può essere rappresentata come un concetto semplicemente “in bianco e nero” come la maggior parte delle persone credeva, bensì come una commistione fluida e incerta, come stanno a indicare le figure presenti nella sua stampa.
Man Ray, pseudonimo di Emmanuel Rudzitsky (Filadelfia, 27 agosto 1890 – Parigi, 18 novembre 1976), fu un pittore, fotografo e grafico statunitense esponente del Dadaismo. A segnare la sua carriera artistica fu l’incontro con Marcel Duchamp nel 1915, insieme al quale fondò la Society of Independent Artists. Dopo aver tentato di diffondere, senza successo, i precetti della corrente dadaista negli USA, affermò che “Il Dada non può vivere a New York”. Da qui il trasferimento a Parigi, dove realizzò i primi fotogrammi e in cui divenne il primo fotografo surrealista. L’artista, però, resta noto anche per i suoi lavori in ambito pittorico e scultoreo, e una forte originalità fa da denominatore comune a tutte le sue creazioni.
L’opera in questione, che può essere considerata appartenente alla corrente artistica del Dadaismo, il movimento che si poneva come rifiuto dell’arte tradizionale, risulta, pertanto, l’emblema del cambiamento, raccontando “in bianco e nero” un amore fluido, in trasformazione.
Servendosi della luce e di una serie di strumenti, quindi, Man Ray utilizza un fotogramma per raccontare un bacio, e ci riesce benissimo.
Chiara Pirani
