È cominciata con un grande successo di pubblico – tutto esaurito con replica – la prima uscita al cinema della terza edizione di Indocili, rassegna indipendente di cinema indipendente dedicata ad artisti under35. Successo che però si conferma non solo in termini di numeri, ma anche di scelte, visto che anche la seconda serata, quella del 17 ottobre, è già sold out da qualche giorno. Si replica dunque anche stavolta, il 24 ottobre (ancora possibile prenotarsi per la replica di martedì 24 ottobre inviando una mail a prenota@cinemabeltrade.net), a ribadire l’alto livello culturale della rassegna che in pochissimo tempo ha creato una schiera di curiosi, soddisfatti delle novità e dal respiro ampio delle opere portate in sala, sempre sull’onda della totale libertà espressiva.
A proposito di libertà, non esiste aggancio migliore per parlare dei protagonisti del prossimo (doppio)
appuntamento. Il trio di artisti mascherati Canemorto colonizzerà la serata dell’Associazione Tafano Film al Cinema Beltrade con la propria Trilogia della Txakurra, insieme di cortometraggi folli a cavallo tra videoclip, cinema del surreale e mockumentary (molto mock- e meno -mentary). I film, che vantano la regia vulcanica di Marco Proserpio, sono Toys (10′, 2016), Golden Age (22′, 2018) e infine En Plein Air (24′, 2023), in anteprima assoluta.
Toys dipinge le basi del progetto, nato quasi 10 anni prima, con un tono indefinibilmente comico, fedele alla presa in giro di tutto e tutti, anche di sé stessi. Tre giovani artisti, che hanno perso momentaneamente la loro musa Txakurra, girano gridando il loro amore eterno e incondizionato all’arte di strada ma, minacciati da un gallerista che ha l’obiettivo di rinchiudere le opere in un museo, si trovano a fare i conti con la possibilità di dover scendere a patti con la propria morale ferrea (e il ritorno della divinità canina che li ispira).

Golden Age, in collaborazione con StudioCromie, vede il terzetto uscire dall’ambientazione metropolitana e alle prese con una storia più strutturata: chiamati a esporre in provincia di Taranto, i protagonisti vengono raggiunti telefonicamente da un importante produttore discografico al quale promettono di mandare subito i nuovi pezzi registrati a New York – esilarante la scena di come viene mandata la prova della loro presenza nella Grande Mela mentre si trovano a Grottaglie – . Il gruppo si trova dunque minacciato anche stavolta, trovando un insospettabile complice e una rinnovata visione del percorso artistico. Come moderni Dalì, i Canemorto fanno di loro stessi opera d’arte: partendo dall’aspetto esteriore con passamontagna colorati, copricapi fuori stagione e fuori logica, lingue parlate inesistenti, diverse tra loro e incomprensibili al resto del mondo; passando poi all’aspetto fondante, ovvero la surrealtà del fare arte per espandere il verbo di una divinità canina chiamata Txakurra, per concludere con la parte fenotipica fatta di graffiti, dipinti, pezzi musicali, videoclip e cortometraggi.

Il progetto dei tre artisti nato nel 2007 (come ribadisce un sito internet a loro nome ma “gestito da
supporter che preferisce rimanere anonimo”), vede infatti i tentacoli del trio infestare una quantità di mezzi espressivi impressionante: arte a tutto tondo dunque, che immette attraverso il mezzo filmico, mostrato nell’appuntamento di Indocili, il discorso sempre più urgente e controverso della conservazione dell’arte di strada e di quanto sia giusto museizzarla, distorcendone di fatto la natura stessa. Tema che ebbe un forte scossone nel 2016, proprio l’anno di Toys, con la rimostranza del writer Blu, proprio a Bologna, il quale cancellò personalmente le proprie opere piuttosto che vederle estrapolate dal luogo di realizzazione e portate in un importante e storico luogo espositivo.
Una serata che vedrà anche la presentazione del loro nuovo libro “Manuale infallibile di pittura en plein air” edito da Nero Edizioni, momento di incontro con gli artisti imprescindibile per interfacciarsi con loro, e per comprendere appieno – se possibile – la follia sorprendente della loro opera, libera senza dubbio.
Federico Benuzzi
