Che tipo di legame si stabilisce tra arte e moda? Si potrebbe rispondere dicendo che anche la moda può essere considerata una forma di espressione dell’arte, tanto da spingere alcuni importanti e noti stilisti del panorama italiano e non solo a “cucire l’arte“, spesso grazie alle contaminazioni operate da artisti figurativi. È il caso di Elsa Schiaparelli, la cui arte sartoriale subì influenze importanti da parte del Surrealismo di Dalì: il sodalizio artistico tra le due personalità carismatiche sancì l’inizio della produzione di abiti che hanno contribuito a delineare la moda contemporanea.
Una delle opere emblema di questo sodalizio artistico è rappresentata dall’abito aragosta (lobster dress), che coniuga perfettamente arte e moda, imprimendo sull’abilità della stilista Schiaparelli l’inconfondibile impronta surrealista di Dalì. Il simbolo dell’aragosta, che ricorre in molte opere dell’artista spagnolo, diventa così uno strumento per imprimere un’identità ancora più forte all’abito realizzato dalla Schiaparelli, dando vita a una vera e propria dichiarazione di stile, tra originalità e provocazione.
Il vestito fu commissionato alla stilista romana da una delle figure di spicco del panorama attoriale americano del tempo, l’attrice Wallis Simpson, in procinto di sposare il Duca di Windsor Edoardo VIII. Ciò che ne venne fuori fu da subito considerato un vero e proprio cult: un lungo abito bianco da sera, simbolo di purezza e pudore, reso unico e audace da un crostaceo rosso, quest’ultimo volto a richiamare la componente erotica (anche in relazione alla posizione sul vestito) e a esaltare l’abito rendendolo manifesto dello spirito libertino della Simpson, fino a trasformarlo nel “sogno proibito” delle donne dell’epoca.
Salvador Dalì (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989), artista a trecentosessanta gradi dalla fervida immaginazione, trascorse gran parte della sua infanzia a Figueres, nel villaggio costiero di Cadaqués, luogo in cui i genitori costruirono il suo primo studio, stimolandolo, in tal modo, già da piccolo a mettere in pratica la propria arte. Proseguì i suoi studi presso un’accademia a Madrid, per poi trasferirsi a Parigi nel 1920, entrando in contatto con numerosi artisti di spessore, tra cui Picasso e Magritte, e dedicandosi al suo primo periodo surrealista.
Elsa Schiaparelli (Roma, 10 settembre 1890 – Parigi, 13 novembre 1973), stilista, costumista e sarta italiana naturalizzata francese, rappresentò una delle più influenti figure della moda nel periodo fra le due guerre mondiali. Le sue creazioni furono influenzate dai surrealisti e si occupò di disegnare anche i costumi di diversi film. Originale e irriverente come le sue creazioni, la Schiaparelli fu l’inventrice del rosa shocking.
A legare queste due personalità iconiche è certamente una risposta non convenzionale ai classicismi dell’epoca: ciò che entrambi hanno fatto, nel rispettivo ambito d’azione, è stato innovare senza distruggere ciò che già esisteva, arrivando a dargli nuovo vigore. Questo fece la Schiaparelli con la moda dei suoi anni, accentuando dettagli e colori fuori dagli schemi, nutrita anche e soprattutto da ispirazioni intellettuali e artistiche. Non è difficile immaginare, quindi, la facilità con cui si consolidò, nei primi anni ’30, il “matrimonio artistico” con Dalì, mosso, nel proprio ambito, dallo stesso impulso innovatore e anticonformista.
Chiara Pirani
