2–3 minuti

Concedersi una possibilità“. È questo il messaggio che risuona nella pellicola diretta da Paolo Genovese, uscita nelle sale a gennaio 2023, che rende consapevolezza, fiducia e speranza gli elementi trainanti di un film che inneggia alla forza e alla voglia di ricominciare, che riprende la peripeteia greca, il rovesciamento delle sorti, già a partire dal titolo: il momento estremo di chi si sente al capolinea della propria esistenza diventa “Il primo giorno della mia vita“.

Genovese entra in una tematica di difficile trattazione, quella del suicidio, e lo fa inizialmente in maniera dura, dando voce al dolore di Arianna (Margherita Buy), una madre che ha tragicamente perso la figlia adolescente, di Emilia (Sara Serraiocco), una ginnasta in carrozzina destinata ad essere “l’eterna seconda”, di Napoleone (Valerio Mastandrea), un motivatore incapace di motivare sé stesso, e di Daniele (Gabriele Cristini), un giovanissimo youtuber incompreso dalla famiglia e bersagliato dai compagni di classe.

Questo dolore viene sviscerato nel corso del film, per stimolare i protagonisti, mostrando loro una realtà sospesa che si snoda tra le strade di Roma, passando per cinema dismessi, cimiteri monumentali e spiagge vuote, nella cornice dell’Hotel Columbia: i quattro hanno una settimana di tempo, sospesi tra la vita e la morte, per decidere se ripetere il gesto estremo o se dare alla vita un seconda chance. A guidarli nel viaggio, in cui le loro vite s’intersecano e i loro sentimenti si confondono, è un Uomo senza identità (Toni Servillo), che regala loro sette giorni di riflessione, di condivisione e di nostalgia per ciò che sarebbe potuto essere.

Ad accompagnare le scene iniziali e quelle finali, legate a sentimenti di dolore e smarrimento, è una pioggia incessante, intensa anche a livello sonoro, in contrasto con l’atmosfera serena che incornicia le scene centrali (complici anche le musiche scelte da Maurizio Filardo, che firma la colonna sonora del film), che tinge di speranza ciò che fino a qualche istante prima sembrava non avere via d’uscita.

Il film, che ha ottenuto tre candidature ai Nastri d’Argento, tocca le corde dell’emotività in modo particolare, scuotendo lo spettatore a più riprese, suggerendogli che, in fin dei conti, ri-innamorarsi della vita vuol dire anche non arrendersi al corso degli eventi e non smettere di cercare e di ri-cercare la felicità:

“Io non posso garantirvi che sarete felici (…), l’unica cosa davvero importante è che abbiate nostalgia della felicità. Solo così vi verrà voglia di cercarla”.

Il primo giorno della mia vita” apre una finestra di fiducia su un punto cruciale dell’esistenza, l’ultimo, vestendo i panni di chi, sul punto di farla finita, decide di concedersi una settimana di sospensione per poter cambiare prospettiva. Il film, tratto dall’omonimo libro del 2018, scritto dallo stesso Genovese, è disponibile su Prime Video.

Chiara Pirani