«Nella mia valigia metterò molte storie»

Una donna si prepara a lasciare il Venezuela, un paese in cui ha vissuto per ventotto anni. La sera prima della partenza i ricordi riaffiorano, e man mano la valigia si riempie di tutto ciò che è stato. Il paese nativo lasciato in tenera età per poi approdare in Sud America in una Nazione molto diversa da come la conosciamo oggi: era un Venezuela aperto e inclusivo, «in cui il razzismo a malapena esisteva», una meta sicura per molti migranti. Poi qualcosa è cambiato, la macchina statale è collassata, il divario sociale è cresciuto, e con esso sono arrivate le violenze, gli stupri, i rapimenti, gli omicidi e i femminicidi. Una terra che fino ad allora era stata un paese-rifugio per molte persone da tutto il mondo era diventata un inferno terrestre da cui tentare di fuggire.

La Valise“, il cortometraggio animato di Chloé Mazlo, attraverso i ricordi della protagonista, mostra ciò che resta di un paese ferito e mette in luce un problema cruciale: la crisi venezuelana dei migranti, che non risparmia nessuno e che colpisce in modo particolare le donne, rappresentando oltre il 50% del totale, pari a circa sette milioni di persone.

Oggi il Venezuela si è trasformato in un crogiuolo di nuovi migranti, milioni di individui alla ricerca di migliori condizioni di vita, ma spesso costretti a confrontarsi con ulteriori violenze, discriminazioni e paesi che non li accolgono sul proprio territorio.

Recidere le proprie radici è difficile, farlo in questo modo lo è ancora di più. Tuttavia, restare non è un’opzione. «Per adesso la valigia è qui, ma domani, chi lo sa dove sarà costretta ad andare?».

Tommaso Quilici