The hateful eight

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OVERTURE

Arrivi al cinema, ti siedi, aspetti che inizi il film e invece…niente. Sembra non partire, non subito almeno. No, perché per i primi minuti Tarantino ha deciso di deliziare il pubblico con un piccolo assaggio della colonna sonora del suo nuovo film. Una colonna sonora tutta firmata da uno dei mostri sacri della musica cinematografica. Ennio Morricone torna, dopo circa 30 anni, a comporre per un film western e il risultato lascia senza parole. Ti senti subito immerso nell’atmosfera che caratterizza il film per la maggior parte della proiezione. Una colonna sonora che è già valsa un Golden Globe al maestro e che adesso concorre per il prestigioso premio “Oscar”.

Dopo Django Unchained Tarantino torna a dirigere un western. Un film inconsueto, lontano dallo stereotipo di questo genere. La maggior parte della storia si svolge in un luogo chiuso, quasi a stringere il più possibile i protagonisti tra loro. Questa volta dunque ci sono tutti gli elementi per una storia colma di suspance e violenza. Otto persone che a causa di una tormenta sono costretti al riparo in una merceria. Uno di loro porta con sé una donna destinata alla forca. La trama lascia subito intendere che qualcosa non quadra, vengono piano piano mostrati dettagli che portano alle stelle l’attenzione dello spettatore. L’atmosfera è fin troppo tesa, ricca di litigi e insulti, con tanto di pesante razzismo ovviamente voluto dal regista. Gli otto personaggi non potrebbero essere più diversi tra loro, abbastanza da creare quella diffidenza generale che diventa il requisito di base per la buona riuscita di questo capolavoro firmato Tarantino.

Una particolarità del film è la pellicola: si è scelto di utilizzare una 70mm, formato tipico degli anni Cinquanta e Sessanta. Questa scelta porta il film ad essere distribuito in sala in due differenti versioni. Il formato digitale avrà infatti una durata minore rispetto alla versione 70 mm che, oltre ad un intermezzo della durata di circa 12 minuti, avrà alcune sequenze in più per una durata maggiore di circa sei minuti. In Italia poche le sale che vantano questa proiezione: Melzo (Milano), Bologna e Roma. Dal 4 febbraio invece sarà disponibile in tutte le sale in versione digitale.

Jonathan Frittoli

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