RADIO SOMMERSA

Per continuare il nostro ciclo di interviste, questa volta siamo andati a parlare con alcuni ragazzi dello staff di Radio Sommersa, una realtà relativamente nuova nell’ambiente bolognese, in crescita continua e con un ampio seguito. Entriamo nella sede in via delle Belle Arti e l’ambiente è subito amichevole e familiare. Ci mettiamo seduti e subito iniziamo a parlare.

Ragazzi, vi chiedo di presentarvi singolarmente, prima di cominciare a parlare della radio.

S: Buonasera, sono Stefano Barbaro, studio DAMS qui a Bologna e faccio parte dello staff di Radio Sommersa da più di tre anni. Mi definisco uno della vecchia guardia. Attualmente, non ho un programma perché mi sto occupando della parte artistica, ma sono partito con un programma chiamato Buck-Jump.

F: Mi chiamo Federica Massaro, sono una laureanda in legge. Faccio parte dello staff da un bel po’ e sono una speaker nel programma Blob-Fish, insieme ad altri due colleghi. È un programma di satira politica, attualità, curiosità dal mondo, un po’ di tutto: un varietà.

V: Io sono Vito D’Orilia, studio cinema televisione e media, una delle magistrali del Dams, e sono anche io uno speaker. Sono nello staff da ottobre e conduco Vostok, il programma di scienza e tecnologia della radio, in cui spesso inserisco anche personaggi comici, per stemperare il tutto.

Quando e come nasce Radio Sommersa? Facciamo un piccolo salto indietro e arriviamo fino ai giorni nostri. Cos’è cambiato?

S: La radio nasce ufficialmente nel 2009. È iniziato tutto come un progetto saltuario: un anno c’era e l’anno dopo no. Dal 2012, invece, qualcosa è cambiato e siamo stati attivi ogni anno. Eravamo partiti allora con tre programmi. Federica si occupava di uno di essi.

F: Si chiamava Nota di Scorta, ci lavoravo insieme ad un altro collega. Trattava di viaggi e musica, da qui l’idea di usare il nome come un gioco di parole. Un altro si chiamava Ago e Filo, anche questo un programma di varietà. L’ultimo era il programma di Pietro Criscimanna, con musica live suonata da lui, ma anche con poesie e sue storie. Il tutto era partito come un’occasione per stare insieme tra amici, per passare il tempo. Adesso, con l’arrivo di altri speaker, siamo qui in trenta.  

S: L’anno scorso, siamo ripartiti con sei programmi. Siamo riusciti a conciliare gli impegni con lo studio e adesso, come diceva anche Federica, siamo trenta ragazzi e 17 programmi, con una media di ascolti live di duemila a settimana. I nostri programmi sono molto eterogenei. Si parte dalla cucina, si passa all’antimafia, per poi arrivare alla scienza, al cinema, al basket. La radio anche storicamente a Bologna ha sempre rappresentato una realtà ingombrante, soprattutto nel centro universitario. Ce ne sono molte che adesso hanno fatto strada e sono arrivate in alto. Tutto questo era impensabile anche fino a qualche mese fa, ma questa città ha risposto bene.

F: Questo grazie anche ai ragazzi che provengono da ogni parte dell’Italia e non solo. Ancora mi ricordo quando nel mio programma c’erano due ascolti live, magari di mia madre e di qualche amico. Adesso, invece, arriviamo a cento, anche molti di più. Una bella soddisfazione.

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Quando ci siamo sentiti per organizzare quest’intervista, mi avete parlato della radio come di un posto di aggregazione culturale.

S: Certo. Faccio una piccola premessa: qui siamo trenta ragazzi, di cui due bolognesi. Il gruppo della radio rispecchia un po’ quella che è la realtà universitaria bolognese: persone diverse che provengono da luoghi diversi. Siamo sempre stati aperti ad ogni collaborazione, ad ogni possibile interazione culturale. Ci sono persone che provengono da parti dell’Italia scollegate tra loro, vengono qui ed hanno l’opportunità di far conoscere se stessi, la propria realtà e di portare quello che noi facciamo qui nel loro territorio.

F: Questo è un luogo di scambio, siamo quasi tutti studenti. È bello vedere persone con esperienze diverse, stili di vita diversi. È bello cercare, e riuscire a trovare, un punto d’incontro. Ognuno sa far qualcosa di diverso. Ognuno dà il proprio apporto a seconda delle proprie capacità, competenze e preparazioni. La radio, poi, insegna. Fa uscire fuori dei lati nuovi, caratteriali e non solo. Come in tutti i progetti, ci sono sempre sia alti che bassi. Adesso, in questo periodo, siamo in alto.

V: Un lato positivo di questa radio è che il gruppo è molto coeso, che tutti sono sempre pronti ad aiutarsi a vicenda, in ogni occasione. Tutti i programmi sono stati flessibili. Il format è molto libero e non c’è limite. Le idee sono tante.

 

Come aveva detto anche prima Stefano, a Bologna ci sono moltissime realtà radiofoniche, varie e diversificate. Avete mai pensato di allacciare una collaborazione con altre di queste realtà?

S: No, non l’abbiamo ancora mai cercata. Noi adesso, più che altro, ci stiamo allacciando a vari studi di produzione musicale, per quanto riguarda interviste con gli artisti e gli uffici stampa. Stiamo iniziando a lavorare sotto un aspetto tecnico e dettagliato di quel che vuol dire radio. La nostra particolarità è il non essere una radio del tutto musicale: abbiamo dei programmi con dei contenuti precisi che le persone possono ascoltare e con cui possono confrontarsi.

F: È rimasto un po’ il concetto di radio vecchio stile. Ognuno vuole dire il proprio pensiero. Più che altro, prima di cercare delle collaborazioni con altre radio preferiamo crescere e continuare sulla nostra strada.

 

Nel corso di questi anni avete anche organizzato eventi. In particolare, tra qualche giorno andrete in esterna. Parliamo un po’ degli eventi passati e di questi futuri.

F: Abbiamo organizzato per lo più aperitivi del tutto finalizzati ad auto finanziarci, a farci conoscere e farci apprezzare dalle persone. Con i nostri eventi, abbiamo avuto l’opportunità d’interagire e farci conoscere dai bolognesi, anziché rimanere isolati. Gli artisti che abbiamo portato qui fino ad ora si sono sempre trovati molto bene con noi. Ne abbiamo portati molti, alcuni anche live dalla nostra radio.

S: Abbiamo, poi, nell’estate scorsa collaborato ad un evento in piazza Verdi, ad una delle serate di human rights nights, un festival che si fa ogni estate. Un evento settimanale in cui ci sono concerti con diversi artisti, nonché esibizioni e interviste. Noi abbiamo offerto il nostro apporto durante la serata rap, con lo studio d20, che ci ha portato vicino al palco per intervistare gli artisti. Quella è stata la prima esterna, ma non l’ultima.

F: Il 22 marzo, infatti, andremo in trasferta al Cortile cafè, in via Nazario Sauro. Questo è un locale, uno dei pochi, in cui c’è sempre musica live. Conoscendo per caso Giovanni Marinelli, il proprietario nonché artista cantautore, è nata l’idea di iniziare una collaborazione. Ci siamo buttati, totalmente impreparati, ma ci saremo.  Noi porteremo due band, Lo Yeti e The Whim. Il primo fa un rock alternativo, un cantautorato indipendente, con un nuovo album in uscita. I the Whim, invece, sono un gruppo funky. L’evento partirà alle 21:30: noi intervisteremo gli artisti, sia su spreaker che in diretta video. Poi partirà la serata presentata da noi. Questa, si spera, potrà diventare una collaborazione continuativa.

 

Per finire parliamo ancora un po’ di voi. Il vostro ambiente è amichevole e giovanile. Obiettivi futuri o nuovi piani per la vostra Radio Sommersa?

S: La nostra idea è mettere le basi quest’anno per una radio da lasciare poi a quelli che verranno dopo di noi. Anche perché il progetto è nato così. Via via la radio sta andando in progressione e anche i ragazzi si sono sempre trovati bene. Adesso siamo in cerca di collaboratori, di idee, di quello che abbiamo iniziato a fare noi da novembre: venire qui e usare questo posto come un contenitore di idee, per poi lavorare insieme.

F: Per far ciò ci vuole fiducia nelle nuove leve. Una persona va sempre messa a proprio agio. Ognuno può tirar fuori quello che sa fare. Ricordiamo sempre di non essere un’azienda, ma che siamo qui per divertirci. Vogliamo lasciare un’impostazione in questi termini, anche per chi verrà qui dopo di noi.

V: Io qui rappresento i nuovi entrati. Sono qui da poco, ma l’unico momento in cui ho avvertito tensione è stato solo quando sono entrato nello staff, durante l’audizione. Una volta fatto l’ingresso in radio, dopo la prima puntata, ho capito che l’ambiente è sempre familiare.

Ringraziamo i ragazzi di Radio Sommersa e invitiamo tutti a partecipare all’evento del 22 marzo al Cortile Cafè in via Nazario Sauro, Bologna. Realtà, facce e voci nuove che hanno bisogno di tutto il vostro supporto per crescere e continuare ad esistere.  

Palinsesto Radio Sommersa

palinsesto

Link per l’evento al Cortile Café del 22 marzo:

https://www.facebook.com/events/658547311010026/

 

Intervista di Sarah Corsi

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