Double vies

Con il suo ultimo lavoro, Olivier Assayas abbandona le atmosfere cupe del suo precedente Personal Shopper, per dedicarsi al territorio della commedia d’attualità. Un film che poggia pesantemente su temi di grande richiamo nel nostro periodo storico come la conversione dei medium di comunicazione, il tutto messo in scena grazie ad una storia che sulla carta poteva presentare ottime potenzialità.43892-Doubles_vies__Non-fiction__-_Olivier_Assayas__Film_Still___2_

Léonard (Vincent Macaigne) è uno scrittore di discreto successo, la cui principale fonte d’ispirazione per i personaggi femminili presenti nelle sue opere è l’amate Selena (Juliette Binoche). Selena, però, è la moglie del suo editore (Guillaume Canet), il quale mostra una certa riluttanza nel dover pubblicare l’ultimo manoscritto di Léonard, forse perché la dettagliata descrizione di alcune scene sessuali ha destato in lui qualche sospetto.
Doubles vies è un film che punta in maniera massiccia a risolvere la propria trama attraverso la costruzione di un umorismo brillante, sforzandosi di apparire colto ed arguto e cercando di creare ironia attraverso un’intricata rete di dialoghi. Il grosso problema è dato dal fatto che questo enorme imbastimento dialogico non si distacchi mai dal tema centrale dell’opera. Ogni volta che dei personaggi parlano tra loro, si scambiano opinioni in ambito editoriale, culturale o artistico. Un’opera in cui i riferimenti cinematografici si sprecano, andando da Bergman a Star Wars, da Haneke a Visconti. Il tutto sempre portato in scena attraverso le parole dei protagonisti, che sembrano non conoscere altro modo di comunicare se non quello di snocciolare aforismi o riflessioni sociologiche relative al proprio ambito. In questo modo, l’interessante intuizione accennata in precedenza viene affogata in un mare di discorsi superflui, in cui l’autoreferenzialità la fa da padrona ed il piacere della narrazione crolla fino a dissiparsi completamente.43894-Doubles_vies__Non-fiction__-_Olivier_Assayas__Film_Still___3_

Per questo motivo, Double Vies si trova troppo spesso a muoversi impacciato, sprofondando nella didascalia più irritante, quella di chi mostra la presunzione che la tematica di cui si sta trattando basti a giustificare un’evidente mancanza di forma.
Fortunatamente, qualche colpo va segno ed il film presenta alcuni sprazzi di ilarità che quantomeno rendono godibili determinati passaggi; quei momenti in cui si ha l’impressione che i personaggi in scena abbiano un proprio carattere ed assumano un minimo di spessore, momenti che paiono delle vere e proprie ventate di aria fresca in un film per lo più pervaso da sagome bidimensionali.
Doubles vies avrà forse la capacità di strappare qualche sorriso, pregio che a dispetto delle ambizioni non può certo bastare.

Andrea Pedrazzi

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