Una notte con la regina

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Regia: Julian Jarrold

__” Tutta quella libertà a disposizione. Tutta quella spensieratezza.”

8 Maggio 1945. La Pace è alle porte. Finalmente la 2° guerra mondiale sta terminando e per le strade di Londra è festa. A mezzanotte tutto sarà finalmente finito. Le due principesse Windsor, Margaret ( Bel Powley) e Elisabeth (Sarah Gadon) osservano da Buckingham Palace la folla allegra e chiedono insistentemente il permesso al re e alla regina per uscire, la prima ed ultima volta, tra la gente in incognito. Il sovrano, desideroso di conoscere la reazione del popolo al suo discorso lascia che la sua contorte organizzi il tutto. Le due principesse sono finalmente pronte a scendere in strada. Da qui in poi inizieranno una serie di vicende che le porteranno a perdersi e permetteranno ad Elisabeth, la primogenita ed erede al trono, di conoscere in maniera più accurata la città ed il popolo. Nella storia quest’ultima verrà accompagnata da un pilota dell’aviazione, Jack, di cui s’innamorerà.

La pellicola sembra essere basata su fonti reali, in quanto fu proprio la regina, nel 1985 in occasione di una rarissima intervista alla BBC, a parlare di questa storia. Julian Jarrold ed il suo staff naturalmente hanno messo in campo moltissimi elementi non veri ma non possiamo biasimarli.

Un film con poche pretese a cominciare dal titolo per niente presuntuoso che lascia pensare ad una commedia da due soldi. In sala il pubblico dinanzi alla pellicola sorride e si rilassa nel vedere la guardia reale che, a ripetizione, si siede sulla poltrona sapendo di non essere osservato e subito salta in piedi quando passano le due fanciulle. Il personaggio di Margaret sprizza di gioia; saltella, corre nel palazzo e si lascia trasportare fin troppo facilmente. Elisabeth è più razionale; un personaggio ben curato che ci porterà nelle realtà londinesi del tempo. Ci saranno riferimenti alla guerra ed alla ripresa e anche pensieri, già visti e sentiti più volte, sul desiderio di libertà.  Non bisogna però aspettarsi molto da questa pellicola. Seppur con una buona regia e sceneggiatura, non richiede un’attenzione particolare ma bensì permette di passare circa 2 ore di relax e serenità. Il mio consiglio è di entrare in sala, con un bel cartone di popcorn e distrarsi dalle preoccupazioni per lasciarsi trasportare da una storia composta egregiamente che vi strapperà qualche sorriso e vi trasporterà nella Londra dell’immediato dopoguerra.

“Non credo che il futuro appartenga a noi nobili e non lo credi neanche tu.”

 

Inva S.C

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