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Ven. Mag 29th, 2020

NATURAL BORN KILLERS

Avete mai cercato un amico chiedendogli il titolo di un film carino da vedere?

Abbiamo pensato ad una rubrica (una serie di consigli a dir la verità!) basata su film che, a nostro parere, meriti la visione e una riflessione. Gli articoli saranno vari, con cadenza settimanale, e scritti da diverse persone dello staff, per darvi un parere più oggettivo possibile su pellicole di ogni genere e provenienti da Paesi differenti.

Troverete, inoltre, alcune curiosità sulla produzione e non solo.

Vi consigliamo, quindi, di preparare stuzzichini, noleggiare uno di questi film e lasciarvi trasportare in una serata all’insegna del cinema. Buona lettura e, soprattutto, buona visione!


 

“Natural Born Killers”, in Italia uscito con il titolo “Assassini nati”, è un film del 1994 diretto da Oliver Stone.

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I temi centrali del film sono la violenza e i media: questi vengono presentati allo spettatore attraverso l’odissea di Mickey e Mallory Knox (interpretati rispettivamente da Woody Harrelson e Juliette Lewis), coppia di assassini psicopatici che percorrendo le strade del sud ovest americano uccidono cinquantadue persone in tre settimane, senza nessun motivo. I due vengono glorificati dai media e trasformati in superstar acclamate. Il film mette in scena una violenza a tutto tondo che si autoriproduce all’infinito, in tutti i personaggi, in tutti i dialoghi, su ogni livello della società rappresentato (dalla famiglia al carcere) e persino nella forma cinematografica: montaggio frenetico e quasi subliminale, che in pochi frame, tra una scena e l’altra, inonda lo spettatore di ulteriore violenza, angolature bizzarre e inusuali, cambiamenti improvvisi di obiettivi e filtri, ma anche di stile, passando dal bianco e nero al film d’animazione. Il linguaggio cinematografico è spinto all’estremo, cercando di mettere in mostra il cinema e la televisione nella loro totalità: l’America è violenta così come lo sono il suo cinema e la sua televisione. Nel tentativo di denunciare le istituzioni (un detective perverso e un direttore carcerario psicopatico interpretati da Tom Sizemore e Tommy Lee Jones) e l’industria dell’intrattenimento (un giornalista televisivo ossessionato dal successo interpretato da Robert Downey Jr.), Stone finisce quasi per esaltare la coppia di killers a eroi nel mondo marcio rappresentato, presentandoli come autentici e spesso romantici e rischiando di compiere quell’operazione di glorificazione che viene denunciata nel film. Proprio questo fatto procurerà alla pellicola numerose critiche negative, nonché la censura e la completa esclusione dal circuito cinematografico irlandese. Nonostante ciò, il film resta una perla del cinema americano sia per la sua forma estrema che per il contenuto altamente pericoloso e affascinante.

 

Curiosità:

  • Il soggetto originale venne scritto da Quentin Tarantino, ma Stone lo modificò a tal punto che questo decise di disconoscere la proprietà del soggetto, facendo togliere il proprio nome dai crediti. La scena del diner e molti dialoghi vengono direttamente dal soggetto di Tarantino.
  • Una serie di crimini avvenuti in America sono stati collegati al film, tra cui il tristemente famoso massacro della Columbine High School: Eric Harris e Dylan Klebold, infatti, si dichiaravano ossessionati dal film e usavano l’acronico NBK (Natural Born Killers) per indicare la loro missione.
  • Oliver Stone ricevette diverse denunce da parte di familiari di vittime di omicidi collegati al film.
  • Anche lo scrittore John Grisham denunciò Stone, avendo perso un amico in un caso di emulazione del film, e proprio per questo rifiutò di scritturare Woody Harrelson per l’adattamento cinematografico del suo libro “Il momento di uccidere, assumendo invece Mattew McConaughey (per ironia della sorte, Harrelson e McConaughey si ritroveranno co-protagonisti della famosa serie di HBO True Detectives.)
  • La colonna sonora, composta da canzoni e dialoghi del film, è stata assemblata da Trent Reznor, leader dei Nine Inch Nails e vincitore del premio Oscar per la miglior colonna sonora nel 2011.

Marco Andreotti

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