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Gio. Mag 28th, 2020

Animali fantastici e dove trovarli

Nel 1926, Newt Scamander parte alla volta dell’America per svolgere una missione importante. Con sé porta un piccolo segreto: una valigia piena di creature magiche che alleva e studia per scrivere quello che diventerà il più importante libro di magizoologia del mondo magico. Quando, però, per un semplice sbaglio, perderà la sua valigia e alcuni di questi animali scapperanno, ecco che avranno inizio le sue avventure.

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David Yates, già regista di quattro film della saga di Harry Potter, torna a dirigere nuovamente un film sul mondo magico di mamma Rowling. La novità, questa volta, sta proprio nel fatto che a occuparsi della sceneggiatura ci sarà proprio lei, la donna dietro le avventure del giovane mago.

Ed è sicuramente grazie a questo dettaglio che il film funziona. Non è facile pensare di farsi spazio nei cuori dei fan di Harry Potter con una nuova saga, non ora che il cinema basa tutto su sequel e reboot spesso disastrosi. Eppure, Animali fantastici e dove trovarli apre con grande impatto le porte a una nuova saga che con questo primo capitolo sembra promettere più che bene.

Abbiamo abbandonato le mura del castello di Hogwarts per spostarci in un territorio molto più aperto e per scoprire una nuova realtà: il mondo magico degli Stati Uniti. E se in Harry Potter avevamo un cast di quasi soli maghi, in questo nuovo film molto spazio viene dato ai Babbani: quelli che negli Stati Uniti vengono chiamati Nomag (non magici). La storia, con i suoi piccoli colpi di scena, non annoia mai. È di quelle che ti tiene incollato allo schermo, non ti lascia possibilità di distrazioni. Ai momenti magici si alternano quelli comici e non solo: la Rowling ha ben pensato di condire il tutto con una nota più cupa, che smorza i toni gioiosi del film, ma dona anche quel pizzico di ulteriore curiosità di cui il film ha bisogno.

Insomma che siate fan o meno delle opere di J.K.Rowling, che abbiate o no nostalgia di avventure magiche, questo film non va assolutamente perso perché dà il via a una di quelle saghe che ha tutte le qualità per restare ben impressa nel mondo del cinema.

Jonathan Frittoli

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