The Hudsucker Proxy

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The Hudsucker Proxy, uscito nel 1994 e ribattezzato in Italia con il titolo “Mister Hula Hop”, è il terzo film dell’acclamata coppia di registi e sceneggiatori Joel ed Ethan Coen e vede tra gli interpreti Tim Robbins, Jennifer Jason Leigh e Paul Newman. Co-scritto con l’amico regista Sam Raimi, il film narra una storia alquanto surreale, grottesca ma divertente: il signor Hudsucker, proprietario di una potentissima industria, muore all’apice del successo della sua azienda. Non avendo famiglia o eredi, le sue azioni verranno messe in vendita pubblicamente e, per evitare di perderle, i consiglieri, guidati dal perfido Sydney Mussburger (Paul Newman), decidono di far perdere valore temporaneamente all’azienda, in modo da spaventare gli azionisti. Per farlo, decidono di assumere il giovane sprovveduto Norville Barnes (Tim Robbins) come nuovo presidente: egli fungerà da “fantoccio” per la loro operazione. A contribuire a ciò sarà, anche se involontariamente, la giornalista Amy Archer (Jennifer Jason Leigh), la quale dipingerà Norville come un perfetto idiota nei suoi articoli e si farà assumere da questo come segretaria sotto falso nome, in modo da poter sapere di più sul suo conto. Tutto sembra contro il povero Norville, il quale ne è completamente ignaro, ma ben presto rivelerà il suo valore, sorprendendo gli altri personaggi e il pubblico. I fratelli Coen questo film scelgono di decostruire e, contemporaneamente, di omaggiare i generi della commedia e della screwball comedy hollywoodiani degli anni ’30 e ’40 (autori come Frank Capra e Howard Hawks su tutti), ma non mancano gli ovvi riferimenti a capolavori indiscussi come “Metropolis” di Fritz Lang e “Brazil” di Terry Gilliam. Ciò che ne risulta è un film molto vivace e veloce, con una camera frenetica, azioni frenetiche e dialoghi frenetici, all’interno di scenografie estremamente curate, il tutto arricchito dall’uso sapiente di strabilianti effetti speciali. A livello di tematica, il film prende in giro il mondo dei businessmen, rappresentati come squali senza cuore che credono solo nel profitto, mentre l’idealista Norville è fedele ai propri sogni (tant’è che la sua invenzione è indirizzata ai bambini): ne risulta una satira indirizzata all’arrivismo e, almeno in parte, al capitalismo che domina cuore e mente degli individui. Non fu apprezzato dalla critica quando uscì e si rivelò un enorme flop al botteghino, ma oggi molti critici hanno rivalutato il film e io spero, con questa recensione, di far conoscere una perla poco nota del duo di registi più famoso al mondo.

 

Curiosità:

 

  • Ad oggi resta il film più costoso della filmografia dei fratelli Coen: costò all’epoca 25 milioni di dollari;
  • La parte di Mussburger inizialmente era stata proposta a Clint Eastwood;
  • Fu il film d’apertura per l’edizione del Festival di Cannes del 1994;
  • Jennifer Jason Leigh ottenne il ruolo della giornalista Amy Archer a scapito di Wynona Ryder, Bridget Fonda, Nicole Kidman e Ellen Barkin;
  • Sam Raimi fa un cameo, ma si vede solo la sua silhouette attraverso un vetro;
  • Il produttore Joel Silver voleva Tom Cruise come protagonista, ma i Coen non lo ritennero adatto per il ruolo e assunsero Tim Robbins al suo posto.

Marco Andreotti 

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