“Buongiorno elefante!”

Regia: Gianni Franciolini (1952)

Nel cinema italiano si è concluso il neorealismo. De Sica, dopo aver seguito la regia del suo capolavoro “Miracolo a Milano” (1951), l’anno successivo è interprete, come attore semplice, nel film “Buongiorno elefante” di Gianni Franciolini (1952). Sua compagna nel film è la moglie Maria Mercader. Dall’epoca dei Telefoni Bianchi, li rivediamo insieme fianco a fianco nell’interpretare Carlo e Maria Caretti.

 

“Buongiorno elefante!” di Gianni Franciolini del 1952 è una storia comune, che racconta di una normalissima famiglia composta da un padre (Carlo Caretti, Vittorio de Sica), una madre (Maria Caretti, Maria Mercader) e quattro figli: Maura, Stefy, Nanni e Luca.

Una famiglia non esente dai problemi di tutti giorni. Carlo, semplice maestro elementare all’istituto Regina Margherita di Roma, vive con la famiglia in un appartamento al quarto piano in via Aubry 3.  Il film mostra la lotta quotidiana alla sopravvivenza. Nel film s’intrecciano varie vicende: Carlo, insegnante con misero stipendio e con famiglia a carico da mantenere, combatte la sua battaglia con i colleghi, per far in modo che a Montecitorio  varino la legge per l’aumento degli stipendi. Mantenere una casa in affitto e sfamare sei bocche è veramente un’impresa gravosa.

Allo stesso tempo, combatte con il padrone di casa, che rivendica aspramente e senza un minimo di pietà che gli siano pagati i mesi arretrati di affitto, a tal punto da intimare lo sfratto e da condurre in casa Caretti dei nuovi acquirenti.

 

Come se niente fosse, si aggiungerà l’incontro con il sultano di Nagor, che obbligherà Caretti a fargli da guida turistica “on the road” per le bellezze di Roma: Fori imperiali, Appia Antica, Catacombe di San Sebastiano, Catacombe di San Callisto e chiesa del Velabro. Nella chiesa, il povero Carlo dovrà riportare una reliquia di san Genesio e San Filippo rubata dal Sultano, maniaco collezionista di “ricordini” dei luoghi. Caretti sarà costretto a portarlo a casa sua e a mostrargli le sue misere condizioni di vita.

In ricordo di quella giornata, il sultano regalerà ai bambini di Carlo un elefante. Immaginate le reazioni del condominio e del padrone di casa! Come in tutte le storie a toni fiabeschi, il lieto fine trionferà. Il padre riesce ad avere un piccolo aumento, compra a tutti i bimbi degli abiti e scarpe nuove e affitta un piccolo spazio al giardino zoologico per il loro elefante.

 

Un aspetto molto curioso del film è la didattica del maestro Caretti con i suoi alunni: non è  un maestro classico, un tradizionalista. Le sue lezioni sono volte ad avere aiuti personali, lui assegna problemi matematici e temi, come vedrete nel film, volti a capire come mandar avanti la sua famiglia. Cito un esempio: “Che cosa avete ricevuto come regalo di compleanno? Se un padre di famiglia guadagna 18.000 lire e ha quattro figli cui comprare delle scarpe e ciascuna di esse cosa tot., quanto rimane nelle tasche del padre di famiglia?”

Un insegnamento originale privo delle solite lezioni istituzionali, che permetterà ai bambini di capire la vita, di comprendere cosa comporti avere una famiglia.

 

Nel film è presente un’istanza narrante “over voice” che ci conduce negli aspetti salienti della storia interpretata dal famoso Gino Cervi.

 

Claudio Castaldi

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