T2 TRAINSPOTTING

Prima un’occasione, poi un tradimento.

Lo stavamo aspettando da vent’anni, finalmente nelle sale italiane è approdato Trainspotting 2!

Lo stesso regista del primo, Danny Boyle, e lo stesso cast composto da: Ewan McGregor, Jonny Lee Miller, Ewen Bremner e Robert Carlyle.

Il seguito di uno dei cult degli anni ‘90, Trainspotting, che fu inserito nel 1999 dal British Film Institute, tra i migliori cento film britannici del XX secolo. Era stato tratto dal romanzo omonimo di Irvine Welsh del 1993.

Nuovo libro (Porno, 2002), nuovo film.

L’uscita del sequel era stata annunciata nel 2015 dalla casa di produzione, e da quel momento il pubblico ha dovuto attendere fino a qualche giorno fa per poterlo vedere. In Trainspotting avevamo lasciato il nostro protagonista, Mark/Rent Boy (Ewan McGregor) mentre, con il suo sorriso inimitabile, scappava via da quel mondo che lo stava distruggendo, portando con sé i soldi rubati ai suoi amici.

Sono passati vent’anni da quel momento. La storia non è mai finita. Mark torna a casa dopo tanto tempo trascorso ad Amsterdam. Di quel Rent Boy che noi conosciamo poco è rimasto, o almeno così sembra dai primi minuti di visione. Torna nella casa dei suoi genitori, dove adesso il papà vive da solo. La sua stanza ci riporta al passato: la carta da parati, la moquette verde e tanti dettagli che hanno in serbo ricordi ed esperienze di un Mark più giovane, tossicodipendente e dolorante. Incontra di nuovo i suoi amici, il tempo è trascorso, ma, in fondo, niente sembra essere cambiato. Troviamo Spud, Sick Boy e Begbie, naturalmente a prima vista cresciuti, ma esattamente identici, nel profondo, a vent’anni prima. I loro caratteri, le loro movenze e le loro abitudini sono rimasti gli stessi. Dovranno tutti affrontare allora i conti rimasti in sospeso, il loro passato.

Il primo Trainspotting non era terminato dando la speranza di un sequel. Un capolavoro per molti e sicuramente un film che, per l’impatto che ha portato sull’ informazione riguardo alla tossicodipendenza e alla ricerca di un’evasione dalla realtà, è rimasto nella memoria di tutti, o quasi. Una ricerca e una decisione ben precisa di mostrare le vite di quei personaggi nella maniera più reale e cruda possibile.

Siamo arrivati adesso, nel 2017, al secondo capitolo. I tempi sono cambiati e anche l’informazione. Il cast era senza dubbio consapevole che questo non avrebbe scaturito lo stesso impatto del precedente: per questo motivo si è scelto semplicemente di vivere nel passato. Un film, quindi, che richiama gli appassionati, ma che per molti non porta niente di nuovo. Certo, nella vicenda sono passati vent’anni, ma i personaggi sono sempre gli stessi, maturati fisicamente, ma esattamente come li avevamo lasciati.

Un film contornato da flashback che, seppur veloci, fanno sorridere perché richiamano alla memoria momenti importanti. Effetti speciali di un trash che solo Trainspotting può permettersi nel 2017, o forse no.

Impressionante, comunque, la bravura degli attori nel riprendere alla perfezione dei ruoli che avevano lasciato nel 1996. Al di là di questo, si può senz’altro dire che Trainspotting 2 non porta di certo novità, ma il regista e lo sceneggiatore hanno molto giocato sul richiamo dei ricordi, dando lo spazio necessario per lasciare che il pubblico provasse almeno ad immedesimarsi in questi personaggi. Senza dubbio un film da vedere per gli appassionati, ma, non illudetevi, la storia non andrà avanti.

Godetevi allora un omaggio al passato. Godetevi questa storia, questi quattro personaggi che riapprodano sul grande schermo con lo stesso stile di anni fa e lasciate che vi trasportino nel loro mondo nostalgico per circa due ore.

Un sequel inaspettato che sicuramente non si avvicina lontanamente al primo, ma che ne segue le tracce ed è dedicato a chi ha scelto di scegliere la vita.  

Sarah Corsi

 

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Una risposta a "T2 TRAINSPOTTING"

  1. Diego Venerdiano ha detto:

    Io ho avuto l’impressione che Boyle con un pizzico di genio ( una scintilla appena dal primo Trainspotting ) abbia per interpolazione trasferito tutti i tratti del cult di vent’anni fa, nella sceneggiatura ci sono praticamente tutte le scene e tutti i luoghi dei delitti passati ma riproposti con la dolenza della gioventù che andata è. Il resto è musica, nostalgica e Radio ga-ga!

    Mi piace

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