Martyrs

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Horror francese uscito nel 2008, scritto e diretto da Pascal Laugier.

Il regista non è nuovo a film horror/drammatici: oltre a Martyrs, la sua filmografia comprende Saint Ange (2004) e I bambini di Cold Rock (2012). Questo è sicuramente il suo film meglio riuscito, riconosciuto dalla European Fantastic Film Festival Federation, che, nel 2009, gli conferisce il Méliès d’oro, che, appunto, premia il miglior film fantastico europeo. La domanda a cui risponde questo film è sicuramente: “Che cosa è disposto a fare l’essere umano per scoprire cosa c’è dopo la morte?”

Il tutto è caratterizzato dalla crudezza con cui si vuole rispondere a tale domanda, per questo, in Francia, la visione fu inizialmente proibita ai minori di 18 anni; in seguito a vari ricorsi da parte dei produttori della pellicola e del cast, la soglia venne ulteriormente abbassata ai minori di 16 anni. Un film sicuramente non adatto agli impressionabili e ai deboli di stomaco.

Martyrs può essere suddiviso in 3 principali cambi di scena, che lasciano lo spettatore a bocca aperta: proprio quando pensi di aver capito e ti senti in grado, magari, di prevedere come potrebbe svilupparsi la trama, questa cambia totalmente.

Il tutto comincia con una bambina, Lucie, che corre disperatamente per strada: la piccola era scomparsa da più di un anno, presenta segni di violenze, tortura e malnutrizione, ma non di stupro. Verrà, poi, accolta in un orfanotrofio, ma qui non riuscirà a relazionarsi con nessuno degli altri bambini, tranne che con Anna. Con lei condividerà il suo più intimo segreto: un mostro la perseguita e le fa continuamente del male, lasciandole segni tangibili sul corpo. A questo punto, possiamo credere che il film giri attorno al trauma subito e a come sconfiggere questa entità. Niente di più sbagliato. Le due bambine crescono e le visioni di Lucie (Mylène Jampanoï) continuano a perseguitarla; più avanti, si scoprirà che il mostro sembra essere un’altra bambina imprigionata nella stessa struttura da cui Lucie è fuggita 15 anni prima e che purtroppo non venne salvata. Da una foto sul giornale, Lucie riconosce i suoi vecchi aguzzini e si recherà presso la loro abitazione per vendicarsi e liberarsi, così, del fantasma della bambina che non ha salvato. Compie la strage, ma il mostro continua a farle visita. La cosa, poi, degenera e Lucie si uccide. Anna scoprirà una stanza segreta della casa e da qui comincerà l’essenza vera e propria del film: un vero colpo di scena che darà inizio ad un crescere di tensione che non vi permetterà di scollare gli occhi dallo schermo. La famiglia che è stata sterminata era solo la pedina di un’organizzazione più grande che si occupa di creare “martiri”, diretta da Mademoiselle (Catherine Bégin). Tre cambi di scena che non fanno capire da subito chi sia il vero, per così dire, “cattivo”. Ma la principale scena che lascerà senza parole arriverà proprio nel finale, che è assolutamente perfetto, in cui si dà spazio alla personale interpretazione, senza aggiungere niente più di quanto sia già stato mostrato, non rischiando, così, di cadere nella banalità.

Curiosità:

  • Gli attori che hanno partecipato alla realizzazione della pellicola sono per la maggior parte sconosciuti. Eccezione fatta per la protagonista della prima parte del film, Mylène Jampanoï, che sarà anche la doppiatrice francese di Vipera in Kung Fu Panda 1 e 2. E’ presente anche Xavier Dolan in un ruolo marginale.
  •  Nel 2015 è stato girato un remake, questa volta di stampo americano, diretto da Kevin e Michael Goetz, il cui cast è composto da attrici come Bailey Noble, Troian Bellisario e Kate Burton, ben più note dei corrispettivi francesi. Il remake non è stato, però, accolto bene quanto l’originale del 2008.

 

Tiziano Padovani

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