Loving Vincent

“Voglio toccare il cuore della gente con la mia arte. Voglio che dicano: sente profondamente, sente con tenerezza”

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Uno degli artisti contemporanei più amati del ventunesimo secolo arriva al cinema con una pellicola di 95’ minuti, realizzata interamente a mano con l’impiego di oltre cento artisti.

L’opera oscilla tra presente e passato, con un continuo ricorso ai flashback.

Il film ruota attorno alla figura di Armand Roulin, il quale, incitato dal padre, il postino Roulin, deve consegnare una lettera a Theo Van Gogh, fratello del pittore olandese Vincent Van Gogh, morto da poco per un apparente suicidio. Armand, refrattario, si mette in viaggio verso Parigi ma, non appena scopre che Theo è morto a sei mesi di distanza dal fratello, la consegna della lettera diventa un’occasione per incontrare le ultime persone che conobbero Vincent e scoprire se la morte sia avvenuta per suicidio o omicidio. Armand scava così negli ultimi giorni di Vincent, scoprendo alla fine più aspetti legati alla vita dell’artista che alla sua morte.

 

Loving Vincent è un film d’animazione britannico-polacco del 2017, diretto da Dorota Kobiela e Hugh Welchman. Nato come cortometraggio, si è tramutato in un lungometraggio basato su 94 opere di Vincent Van Gogh, circa una dozzina di fotogrammi al secondo. La sceneggiatura di ogni scena è basata su determinati quadri, che nell’insieme ricostruiscono le esperienze di vita del pittore.

Un vero capolavoro sperimentale da brividi, da non sottovalutare per nessuna ragione, realizzato anche a scopo didattico.

Viene rappresentata la vita tormentata dell’artista, avremo la consapevolezza di un male di vivere che Van Gogh in vita posta quasi nel dimenticatoio, grazie all’amore per l’arte. Precursore espressionista, cerca di riportare su tela, attraverso pennellate grezze, la sua stessa vita interiore: cruda, dura, aspra. Tormentato ed escluso da tutti, Vincent ritrova pace soltanto nella pittura ed essa rappresenta ció che continua a fare un attimo prima di togliersi la vita. Si delinea un quadro delle ultime settimane del pittore, attraverso le varie testimonianze di chi aveva conosciuto personalmente Vincent. Grazie alla tecnica innovativa, i produttori lasciano che a parlare siano i quadri e quindi il suo inconscio.

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Non è semplicemente un insieme di dipinti che si animano, ma c’è la voglia di costruire una vera e propria storia con un vero set di personaggi: i volti dei quadri vengono come estratti e fatti reali, attori come Robert Gulaczkyk e Douglas Booth offrono la propria conformazione fisica agli artisti in grado di riprodurli su tela.

In tre giorni di programmazione ha rappresentato il 50% degli incassi totali di tutti i cinema italiani. Oltre 130 mila spettatori hanno reso il film l’evento più visto di sempre in Italia.

In sintesi un vero e proprio giallo d’inchiesta, un’unione di arte e cinema, di emozioni e cultura. La vita del pittore ritratta con la mano del pittore stesso.

Provare per credere.

 

Marica Di Giovanni

 

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