K-PAX – Da un Altro Mondo

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E’ un film del 2001 di genere filo-fantascientifico, diretto da Iain Softley e ispirato dall’omonimo romanzo di Gene Brewer, per la precisione dal primo di una serie di cinque libri. Il film dal budget di 68 milioni di dollari, è uscito nelle sale Americane nell’Ottobre 2001, mentre in Italia si è dovuto aspettare il Gennaio 2002.

Prot (Kevin Spacey) finisce in una clinica psichiatrica, perché afferma di provenire da un pianeta, distante 1000 anni luce dalla Terra e appartenente alla costellazione della Lira, di nome K-PAX. Del suo caso si occupa il dottor Mark Powell (Jeff Bridges), che cercherà di scavare nel passato di Prot per stabilire la radice del trauma che possa aver causato questa sua dissociazione della personalità. Proseguendo nella conoscenza del paziente, il dottore si rende conto che effettivamente Prot ha qualcosa di speciale, tanto che lo definirà “il paranoico più convincente che gli sia mai capitato”. Prot sembra essere sensibile alla luce e in grado di vedere lunghezze d’onda non captabili dall’occhio umano, come i raggi ultravioletti. Oltre ciò, sembra avere una profonda conoscenza del cosmo e dell’astronomia, tanto che verrà sottoposto a test per verificare se ciò che afferma è vero. Durante la sua permanenza in clinica creerà un legame con tutti gli altri pazienti, compresi quelli più problematici e diffidenti, e annuncerà che, quando tornerà sul suo pianeta di origine, porterà uno di loro con sé. Ad un paziente, in particolare, darà addirittura tre compiti da portare a termine, promettendogli la guarigione in caso di successo. Il Dr. Powell, a questo punto, decide di ospitarlo in casa propria, sperando che un ambiente familiare possa rivelare qualcosa del suo passato, ed è qui che Prot darà segnali che permetteranno al dottore di fare breccia nei suoi ricordi.

Un meraviglioso Kevin Spacey, che si adatta perfettamente al ruolo di “alieno”, della stessa altezza Jeff Bridges, che riesce a rendere l’insicurezza di uno psichiatra assalito dai dubbi di fronte ai fatti.

Curiosità:

– Il genere del film è stato definito filosofico-fantascientifico: il carattere filosofico è dato dal continuo richiamo alla teoria de “l’eterno ritorno” di Friedrich Nietzsche e, più in generale, dell’io e dell’essere. Citiamo un passo del film a testimonianza di ciò: “Vorrei dirti una cosa Mark, una cosa che ancora non sai. Noi K- Paxiani abbiamo vissuto abbastanza a lungo da averlo scoperto. L’universo si espanderà, poi tornerà a collassare su se stesso e poi si espanderà di nuovo, ripetendo questo processo all’infinito. Quello che non sai è che quando l’universo si espanderà di nuovo tutto sarà come adesso e qualunque errore commetterai in questa vita lo ripeterai al tuo prossimo passaggio: quindi, il consiglio che ti do è di fare le scelte giuste questa volta perché, questa volta, è tutto ciò che hai.”;

– Prot descrive la società dei K-Paxiani come priva di ruoli, ma soprattutto priva di leggi che regolano il vivere comune, affermando che  “chiunque nell’universo è in grado di distinguere il bene dal male”. Oltre a ciò, pronuncia un’altra frase ricca di significato, e lo fa parlando ad un paziente, dicendogli: “Tutti gli esseri sono capaci di guarire da soli…su K-PAX tutti lo sappiamo!”. Insomma, molto materiale su cui ragionare!

 

Tiziano Padovani

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