IL SUONO DELLA RIVOLUZIONE pt. 1

Lo scrittore inglese John Reed li chiamò “I dieci giorni che sconvolsero il mondo” (Ten Days that Shook the World), nel titolo della sua opera del 1919, riferendosi ai fatti che avvennero nell’ottobre 1917 in Russia. E Reed aveva ragione: non solo la Russia ma il mondo intero sarebbe stato completamente trasformato da quella che oggi è nota come Rivoluzione d’Ottobre, aprendo un nuovo capitolo nella storia dell’umanità. Noi di Cabiriams ci occupiamo di arte e nel farlo prendiamo cautamente le distanze dalla dimensione politica (a differenza degli artisti rivoluzionari russi, come vedremo poi) per quanto possibile, ma non dalla storia. Nel 100esimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre, abbiamo deciso di celebrare la memoria della più importante rivoluzione politica del ‘900 attraverso l’arte, scaturita dai forti sentimenti che animavano i cuori e gli spiriti degli artisti in quel contesto socio-politico. Abbiamo scelto di far parlare la musica e i suoi protagonisti, per descrivere tali sentimenti e ideali in un percorso che parte dalla musica russa pre rivoluzionaria, fino ad arrivare a quella che caratterizzò la musica sovietica.

 

La musica russa pre-rivoluzionaria

Prima dell’avvento della Rivoluzione D’Ottobre, la musica russa era dominata da una scuola nazionale che attingeva a piene mani dalle danze popolari e dai Byliny, canti poetici dal contenuto storico-epico senza rima. Tale scuola nazionale trae origine dal Gruppo dei Cinque, un collettivo di compositori autodidatti e non professionisti che si era prefissato lo scopo di ricercare un’identità musicale che fosse tipicamente russa, senza le influenze occidentali di cui soffriva la musica insegnata nelle accademie. ICinque in questione erano: Milij Balakirev, capo e fondatore del gruppo, César Cui, generale russo, Modest Musorgskij, a lungo militare prima di dedicarsi all’arte, Nikolaj Rimskij-Korsakov, ufficiale di marina, nonché più giovane del gruppo, e Aleksandr Borodin, chimico, il più anziano del gruppo.
Pëtr Il’ič Čajkovskij

Cajkovskij nacque a Votkinsk nel 1840. Era dunque contemporaneo al gruppo dei cinque. Si inserì, dopo aver frequentato i corsi della Società musicale russa, in un ambiente musicale aperto a influenze cosmopolite. Dal canto suo, Cajkovskij viaggiò molto e, ventunenne, nel 1861 intraprese il primo viaggio all’estero visitando Germania, Belgio, Francia e Inghilterra.  Con il gruppo dei Cinque, cresciuti per la maggior parte in un ambiente militare lontano dal cosmopolitismo borghese, i rapporti furono tesi e spesso polemici; il nazionalismo musicale dei Cinque era in forte contrasto con lo stile di Cajkovskij che, accanto alla musica tradizionale russa, utilizzava convenzioni compositive classiche.

Cajkovskij, in contrapposizione al dilettantismo formale dei Cinque, rimase sempre legato a un’idea aulica del linguaggio musicale, rinunciando a comprendere le potenzialità realistiche del linguaggio popolare. A causa di queste forti influenze, ad eccezione del balletto sinfonico, egli non inventò nulla, ma riuscì comunque e impeccabilmente a tradurre in gesti riconoscibili le realtà psicologiche e gli stati emotivi, aprendo nuovi orizzonti musicali nel panorama russo, che avrebbe in seguito abbandonato il proprio nazionalismo tradizionale con l’avvento della Rivoluzione e dei canoni estetici socialisti.

Igor’ Fëdorovič Stravinskij

Come nella musica dei Cinque, anche all’interno dei pezzi di Stravinskji è presente l’influenza popolare russa, anche se egli non era contrario agli stili provenienti dagli altri paesi (fu lui il primo ad introdurre l’Europa al Jazz, componendo il Ragtime).

Prendiamo brevemente in esame due opere scritte a cavallo della Rivoluzione:

  1. Le sacre du printemps (1913)
  2. Histoire du soldat (1918)

Le sacre du printemps è un balletto la cui musica è interamente influenzata da canti popolari russi (seppur con l’eccezione dell’introduzione, che proviene dalla musica popolare lituana), che vengono riassunti da Stravinskji con temi semplici, diatonici, sviluppati con disposizioni differenti o alterando i valori di durata delle note per non incorrere in ripetizioni.

Cinque anni dopo, la Rivoluzione ha già influenzato Stravinskji, segnando il suo totale distacco dalla Russia.

Histoire du soldat è un’opera nella quale il canto è sostituito da una voce narrante e i numeri musicali ci fanno notare come il compositore abbia abbandonato del tutto il suo legame (sempre stato altalenante) con la terra natia. Possiamo dire che il noto compositore fu toccato dalla Rivoluzione senza mai aderirvi, avendo vissuto lontano dalla Russia nel momento dello storico cambiamento. Tuttavia, se Stravinskij non fu rivoluzionario attivo durante l’insurrezione bolscevica, la sua musica si rivelò essere altrettanto rivoluzionaria per il tempo, pur mantenendo un forte legame con la musica russa tradizionale, le sonorità europee e addirittura americane, sviluppando un’attitudine che influenzerà pesantemente uno dei protagonisti musicali dell’Unione Sovietica: Sergej Prokofiev.

Marco Andreotti

                        Francesco Sichera

                        Leonardo  Stogl

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