Gio. Set 24th, 2020

“Dead Man’s Shoes”, pubblicato in Italia con il sottotitolo “Cinque giorni di vendetta”, è un thriller psicologico britannico del 2004 diretto dal regista Shane Meadows, sceneggiato assieme all’attore e amico Paddy Considine, che in questo film ricopre il ruolo del protagonista Richard. Il film narra la storia di due fratelli molto legati, ma tanto diversi: Richard, il maggiore, un uomo premuroso, forte e determinato, e Anthony (Toby Kebbell), un ragazzo affabile e gentile, ma anche affetto da un lieve ritardo mentale. Alla fine del servizio militare, Richard torna nel Derbyshire dove lui e Anthony sono cresciuti e sfrutterà la sua violenza e le abilità apprese nell’esercito per perseguitare e in seguito distruggere i membri una piccola gang di spacciatori locali per un torto subito anni prima. Il film è essenziale nella messa in scena con ambienti reali o quanto meno realistici e mai troppo costruiti, giusto per restituire un senso di realismo, effetto ricercato anche nei dialoghi, al limite del Tarantiniano. Più particolare e significativa invece è la regia di Meadows, che alterna camera fissa negli interni e camera a mano negli esterni, probabilmente per praticità, e ciò risulta funzionale anche per determinare il carattere di alcune scene rese irrequiete negli esterni e tanto inquietanti quanto solenni negli interni. Meadows ci consegna anche una delle migliori sequenze “sballate” mai realizzate con cambi di luci, slow motion e una sapiente manipolazione sonora. La sceneggiatura invece è davvero preziosa nella sua semplicità, racchiudendo la sua forza nella graduale esposizione in contemporanea di violenza e verità: la vendetta di Richard si consuma gradualmente, passado dagli spaventi e dalle burle, prima di arrivare alla violenza più feroce (senza mai scadere in clichè da action movie) e altrettanto gradualmente, attraverso i dialoghi con Anthony e i flashback, lo spettatore verrà a conoscenza della verità nascosta dietro le brutali azioni di Richard. Si respira inquietudine per la maggior parte del film, ma i dialoghi tra Richard e Anthony sono momenti molto dolci e gli stessi criminali da strapazzo suscitano simpatia, offrendoci momenti comici che diluiscono la tensione. Un film unico nel suo genere che riesce a riutilizzare la maschera del personaggio guerrigliero alla Rambo nel contesto thriller/revenge movie, donando a Richard l’aria di un inarrestabile angelo della morte (o demone) in un’Inghilterra dove i buoni non ci sono più e in cui vivono solo i mostri. Un po’ più banale e scontata la scelta del bianco e nero per mostrare i flashback. La colonna sonora è composta da brani folk e musiche elettroniche provenienti dal roster della prestigiosa Warp Records, compreso Aphex Twin in persona, ma anche da un brano di Arvo Part. “Dead Man’s Shoes” è film duro per persone fragili disposte a venire a patti con il male dentro il mondo e in se stessi. Il film fa interrogare sul peso delle proprie azioni e su come il tempo e l’esperienza possano mutare drasticamente la nostra percezione del bene e del male.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Curiosità:

  • Le parole “Cheyne Stoking” che Richard scrive con la bomboletta nell’appartamento dei criminali indicano il respiro affannoso di persone malate prossime alla morte;
  • Il film è dedicato a Martin Jospeh Considine, padre di Paddy, il quale prima di morire insistette affinché il figlio facesse un nuovo film con Shane Maedows;
  • Il primo lungometraggio in cui Shane Maedows e Paddy Cinsidine lavorarono assieme fu “A Room for Romeo Brass” del 1999 e segnò l’esordio di Considine come attore;
  • Le riprese sono durate tre settimane, la stesura della sceneggiatura, invece, ne richiese solo due;
  • Toby Kebbell venne assunto un giorno prima delle riprese, infatti le sue scene furono girate tutte nell’ultima settimana.

 

Marco Andreotti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: