LA TEORIA DEL TUTTO

“Siamo noi a creare la storia con la nostra osservazione, e non la storia a creare noi.”

 

Il 14 marzo 2018 è avvenuta la morte di uno dei più grandi scienziati mai conosciuti al mondo: Stephen Hawking. La notizia ha sconvolto l’animo dell’intera umanità, dopo 55 anni di lotta contro la malattia, la morte ha preso il sopravvento sul da tempo debole corpo, che avvolgeva una delle menti più brillanti della nostra epoca.

Hawking

La storia della sua vita, scientifica e sentimentale, ci viene raccontata sul grande schermo attraverso “La teoria del tutto”. Film biografico, uscito nel 2014, diretto da James Marsh e interpretato da Eddie Redmayne, nei panni del fisico, cosmologo e astrofisico in questione: Stephen Hawking.

 

Inghilterra 1963, Università di Cambridge. Stephen Hawking, laureando in fisica, sta cercando di trovare un’equazione unificatrice per spiegare la nascita dell’universo. Ad una festa universitaria conosce la studentessa Jane Wilde, iscritta a Lettere. I due provano attrazione a vicenda, coronando la loro storia d’amore che ben presto viene ostacolata. Infatti, Stephen viene a conoscenza di essere affetto da una malattia degenerativa: l’atrofia muscolare progressiva. Ha 21 anni e gli rimangono solo 2 anni di vita. Questo non impedisce ai due di amarsi, infatti la giovane coppia decide di sposarsi e di vivere il resto della loro vita insieme. E ciò non impedisce ad Hawking nemmeno di completare il suo lavoro e il suo studio sul tempo. Secondo il fisico esiste un’equazione matematica capace di spiegare l’origine dell’universo: La teoria del tutto.

Stephen viene quasi disgiunto in due parti completamente diverse: il corpo, che a poco a poco cede per l’aggressione della malattia che lo porta alla paralisi completa, e la mente che, invece, continua a produrre idee e pensieri brillanti, rendendolo uno dei più celebri cosmologi degli ultimi decenni.

 

 

Il film, più che sull’esistenza accademica di Hawking, privilegia molto di più l’aspetto personale e sentimentale della sua straordinaria vita. Stephen discusse poche volte sulla sua malattia con Jane, nonostante le responsabilità della casa e della famiglia, ormai accresciuta di tre figli, ricadessero sempre e solo su di lei.

Ciò fece entrare in crisi il rapporto che portò al divorzio nel 1995. Hawking si costruì una nuova vita, ma nel 2006 Jane e Stephen ripresero stabilmente i rapporti.

Un uomo e una donna, due mondi distinti, ma una forza più grande della scienza, in grado di unirli fino alla fine.

 

 

 

Curiosità:

 

  • Il budget del film è stato di circa 15 milioni di dollari.

 

  • Redmayne disse che la vera prova del film non sarebbe stata quella di dare una certa cronologia alla storia, bensì rendere l’idea del deterioramento del corpo nel tempo, giorno dopo giorno, mantenendo però quella scintilla di sentimenti, quell’arguzia e quell’umorismo tipici del celebre astrofisico.

 

  • Per sei mesi, Redmayne si dedicò a studiare la vita di Hawking, guardando ogni documentario e ogni intervista disponibile. Il regista dichiarerà che lo sforzo del giovane attore fu immenso, abbracciando la difficile fisicità del ruolo tracciando non solo una semplice disabilità ma tutto un percorso di erosione di corpo e mente.

 

  • Eddie Redmayne, grazie alla sua incommensurabile interpretazione, vinse l’Oscar nel 2015 come Miglior attore protagonista.

 

La malattia di certo non ha impedito ad Hawking di rivoluzionare la scienza: una sedia a rotelle progettata su misura e un computer con sintetizzatore vocale sono i mezzi che gli hanno permesso di comunicare con il mondo e di non arrendersi mai. I principali campi di ricerca di Hawking furono la teoria cosmologica e la gravità quantistica. Stephen ha rivoluzionato il nostro modo di vedere le cose e il mondo, e di certo grazie a lui, oggi, conosciamo molti più aspetti relativi alla creazione del mondo e dei buchi neri.

 

“Non bisogna mai abbattersi” sosteneva Hawking, ”Finché c’è vita, c’è speranza”

 

 

Marica Di Giovanni

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