Sulla mia pelle

Fin dalla prima scena appare chiaro che Sulla mia pelle (film d’apertura della sezione Orizzonti) sia un film che si pone come obiettivo quello di colpire duro, mostrando il meno possibile. Il film di Alessio Cremonini ripercorre l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi, portando sullo schermo solamente quanto fino ad ora sia stato accertato dagli atti giudiziari. Alla rielaborazione da parte dello spettatore è lasciato il compito di colmare le lacune, anche se Cremonini non manca di incanalare la sua percezione verso una versione ben precisa dei fatti.

Questa scelta narrativa, obbligata dal fatto che il processo verso i presunti colpevoli sia ancora in corso di svolgimento, rappresenta da un lato il pregio del film, mentre dall’altro ne evidenzia i limiti strutturali. Questi ultimi hanno principalmente a che fare con il comportamento del protagonista, interpretato da Alessandro Borghi, l’unico tra i personaggi di rilievo ad essere a conoscenza della verità assoluta riguardo gli eventi accaduti. Verità che attraverso di lui assume varie forme e versioni e che, nonostante il regista suggerisca in vari modi quale sia quella corretta, spesso viene offuscata dalla vittima. Questi repentini cambi di atteggiamenti e di dichiarazioni da parte di Stefano spesso appaiono ingiustificati, confondendo lo spettatore rispetto alle sue intenzioni. Ciò inevitabilmente scatena un senso di pesante frustrazione che pare decisamente superflua in un’opera che già di per sé non avrebbe problemi a fare presa sul pubblico. La scelta di seguire la vicenda anche dall’esterno, attraverso i disperati e vani tentativi da parte dei familiari (tra i quali spicca una convincente Jasmine Trinca nel ruolo della sorella di Cucchi) di ottenere un minimo contatto con il protagonista, basterebbe ad instillare il giusto senso di indignazione anche nello spettatore più ignaro rispetto al reale fatto di cronaca.

Un film tutt’altro che perfetto, quindi, ma a cui non si può negare la capacità di saper cogliere nel segno, nel momento in cui si pone l’obiettivo di rappresentare un affresco raffigurante una famiglia problematica che finisce per trovarsi in balia della meschinità del sistema giudiziario e burocratico italiano. Un film che non costituisce un esempio impeccabile di narrazione cinematografica, ma che nonostante ciò possiede la giusta forza per poter smuovere alcune coscienze.

Sulla mia pelle uscirà nelle sale italiane il 12 settembre 2018.

Andrea Pedrazzi 

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