The Ballad of Buster Scruggs

Il western non è morto: non lo è almeno per i fratelli Coen. Non è morto ma cerca di sopravvivere e ha le sembianze di un vecchio ubriacone armato di fucile che si rifiuta di essere sepolto. The Ballad of Buster Scruggs, scritto, diretto e prodotto da Joel e Ethan Coen, è stato presentato oggi in concorso ufficiale a Venezia 75. Il film è diviso in sei parti: sei racconti della frontiera americana che si dispiegano uno dopo l’altro dalle pagine di un vecchio libro polveroso sfogliato da mani nodose, animandosi dalle illustrazioni come in una fiaba.

I Coen scelgono la forma episodica, ispirandosi a certi film italiani degli anni Sessanta che dichiarano di amare e in cui diversi registi partecipavano a un’opera collettiva che univa sotto un tema comune stili e autorialità diverse. In questo caso, andando oltre il genere in sé, il tema specifico è quello della londoniana lotta per la vita, inevitabile nell’ostica vita di frontiera che nulla regala e nulla perdona. Il cowboy canterino Buster Scruggs (Tim Blake Nelson), preso di peso dagli anni Trenta, è il primo personaggio e assolutamente il più riuscito di tutti. Scruggs è un pistolero infallibile che uccide con una spettacolarità da cabaret, riuscendo a rendere la morte dei suoi avversarsi il più divertente degli sport. Il western è decostruito e ricostruito al contrario: il cowboy guarda in macchina e spiega allo spettatore chi è e cosa fa mentre lo sta facendo, annullando totalmente l’epica western e ridicolizzandola apertamente. Scruggs porta in altissimo l’asticella del film, che continua ad esserne assolutamente all’altezza anche con il secondo episodio il cui protagonista è il fuorilegge James Franco, rapinatore di banca che si confronta in modo totalmente rilassato e spassoso con la morte.

Ma ecco che dal terzo il tono cambia quasi inspiegabilmente, avviandosi verso toni cupi, malinconici e quasi per nulla divertenti, se non in alcune battute, per poi riprendersi leggermente nel finale. Gli episodi dell’impresario di spettacolo, del cercatore d’oro e  della carovana di coloni sembrano non avere nulla a che fare con quello che si è visto prima. Il finale della diligenza è invece a metà strada, e non riesce a sollevare, se non lievemente, il morale. Questo inevitabilmente penalizza l’opera nel suo intero, frustrando le aspettative dello spettatore, che si ritrova spaesato nel non sapere più bene che tipo di operazione ha di fronte. Peccato, perché gli altri episodi di per sé sono comunque ben eseguiti in ogni aspetto e sarebbero degli inizi perfetti per degli altri film. L’unica prospettiva in cui in effetti The Ballad of Buster Scruggs risulta il meno danneggiato possibile è quella della distribuzione su Netflix, il regno della frammentazione, unico terreno in cui può effettivamente trovarsi a suo agio: non certo in una sala cinematografica.

Bianca Ferrari

The Ballad of Buster Scruggs sarà disponibile su Netflix dal 16 Novembre 2018.

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