Campo di grano con volo di corvi

Campo di grano con volo di corvi è un dipinto del pittore olandese Vincent van Gogh, realizzato nel 1890 e conservato al Van Gogh Museum di Amsterdam.

 

Viene raffigurato ciò che Vincent considerava più importante di tutti gli aspetti umani: la rappresentazione dello stato d’animo, in questo caso tormentato e angosciato, dell’artista stesso.

Un campo di grano in preda ad una burrascosa tempesta; si leva uno stormo di corvi neri, quasi come fossero avvoltoi su un cadavere, in un volo disomogeneo e tenebroso, che fanno pensare a un lungo viaggio ed evocano presagi di morte.

Il campo è solcato da tre sentieri tortuosi: i due sentieri laterali sembrano non avere né un origine né tanto meno sembrano condurre ad una destinazione, un punto preciso del quadro. L’assenza di figure umane esprime un senso di solitudine e il risultato è una tela che evoca uno straziante grido di dolore, accentuato ulteriormente dal ritmo non indifferente delle pennellate che esprimono alla perfezione la straziante dimensione di sofferenza della realtà dell’artista. Vennero realizzate vere e proprie frustate di giallo, mentre il cielo è un miscuglio tra il blu cobalto e l’intenso color nero delle nubi che si calano ostili e minacciose. La luminosità, che sta per soccombere completamente, viene vinta dall’oscurità del colore nero.

Il tutto è realizzato con una mirabile sintesi di colore, materia, gesto, segno, portati ad un livello massimo di esplosione drammatica.

Vincent rimane lì, sospeso, impotente, nulla può salvarlo dalla tempesta, quindi dall’inesorabile destino che lo attende e che di lì a poco si scatenerà; non vedeva un futuro per la propria esistenza.  

 

Vincent Willem Van Gogh (Zundert, 30 marzo 1853Auvers-sur-Oise, 29 luglio 1890) è stato un pittore olandese. Il suo caso è uno dei più emblematici nella storia degli artisti. Visse una vita alquanto travagliata, a causa della sua crisi interiore e dai profondi tormenti. Era il 1880 quando iniziò a dipingere, aveva solo 27 anni. Si trasferì a Parigi dall’amato fratello Theo e conobbe la grande pittura degli impressionisti, rinnovò così il suo stile acquisendo maggior sensibilità per i colori. Nel 1888 si trasferì ad Arles, nella quale strinse rapporti con Paul Gauguin che però si interruppero poco dopo la partenza di quest’ultimo, la quale procurò a Van Gogh una nuova crisi che lo portò a tagliarsi il lobo di un orecchio. Iniziarono i suoi ricoveri in ospedale che, uniti alla depressione che ormai lo aveva pervaso interamente, portarono l’artista ad abbandonarsi completamente al dolore: si tirò un colpo di pistola al cuore e dopo due giorni morì.

 

«Il campo di grano con volo di corvi» è un paesaggio interiore. Un paesaggio fatto di solitudine e disperazione. Il viottolo al centro è il significato emblematico di tutta l’opera, rappresenta una strada senza via d’uscita, percorsa, quindi, da chi non ha una meta, da chi vive senza rendersene conto o agisce per inerzia, rappresenta al meglio la forte angoscia esistenziale che pietrificava il pittore.

Così egli stesso descrisse la tela in una delle lettere al fratello Théo: «Sono campi estesi di grano sotto cieli agitati e non avevo bisogno di uscire dalla mia condizione per esprimere tristezza e solitudine estrema».

Marica Di Giovanni 

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