X-Men Dark Phoenix: una degna conclusione? (NO SPOILER)

 

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La saga fumettistica di Fenice Nera è un arco narrativo incentrato sull’eroina mutante Jean Grey e sul suo contatto con l’entità cosmica Fenice. Pubblicata dalla Marvel Comics su Uncanny X-Men fra gennaio e ottobre 1980, l’intera saga, scritta da Chris Claremont e disegnata da Dave Cockrum, è suddivisa in due parti: la Saga di Fenice, incentrata sull’acquisizione da parte di Jean dei poteri di Fenice e la Saga di Fenice Nera basata sulla sua corruzione e caduta.

Di ritorno sulla Terra, dopo una missione nello spazio, gli X-Men vengono investiti da un’apparente tempesta di raggi magnetici provenienti dal Sole, costringendo Jean a mettere al sicuro i compagni dentro la stiva schermata dello shuttle su cui viaggiano, ponendosi alla guida e tentando di mantenere l’integrità strutturale della navicella. L’impresa, forse al di là delle sue capacità, fece cedere i blocchi psichici imposti su di lei dal Professor Xavier, liberando totalmente il suo potenziale telepatico e telecinetico, fino a trasformarla in un essere di puro pensiero. Durante la saga, la mente di Jean viene corrotta dal Club Infernale e viene di conseguenza scatenata la Fenice Nera, in grado di distruggere intere galassie, se non l’universo intero. Dopo una dura battaglia contro i propri compagni, Jean decise di sacrificarsi togliendosi la vita per salvare l’intero sistema solare, messo in pericolo dall’impero Shi’ar, che in tal modo credeva di eliminare la minaccia della Fenice Nera. Jean, nonostante avesse la scelta di elevarsi come divinità, decise di morire da umana.

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Reduce dall’ultimo film incentrato sulle vicende di Apocalisse, la saga degli X-Men (quella principale) aveva bisogno di un ultimo film per risollevare il tutto e chiudere in bellezza una saga durata oltre vent’anni e che ha dato alla luce ben 12 lungometraggi. Ma ahimè anche le migliori famiglie hanno dei difetti e in quella dei mutanti sembra che Dark Phoenix sia la pecora nera. Lo sviluppo di questo film, il settimo della saga e dodicesimo se teniamo in conto gli spin-off, è stato lungo e tormentato. Tra difficoltà contrattuali con gli attori, riscritture ed ostacoli produttivi, la pellicola ha subito diversi rinvii in merito all’uscita. L’intera narrazione è incentrata su Jean Grey. Su di lei si apre la prima scena, mostrandoci gli eventi che l’hanno portata a incontrare il Professor Xavier. Successivamente ci ritroviamo negli anni ’90 e i mutanti sembrano aver trovato finalmente una pace con gli homo sapiens, al punto da farli collaborare con il governo degli Stati Uniti.

Il problema di questo adattamento è di certo il suo ritmo estremamente incalzante: soprattutto nella parte centrale e quando sembra che il film stia finalmente ingranando la marcia, ecco che in realtà sta volgendo al termine.
Altro punto debole è stata la caratterizzazione dei villain, non di certo del carisma del Magneto di Fassbender, ormai assurto a vero e proprio antieroe: questi nemici ci vengono presentati come una razza aliena alla ricerca del potere della Fenice, ma appaiono piatti e quanto di meno memorabile si sia mai visto in questo genere cinematografico. Infatti, se teniamo presente i film del MCU, gli alieni sono stati introdotti gradualmente, in modo tale che essi anche nei film non ambientati nel cosmo trovassero il loro posto senza apparire fuori luogo o sbucati dal nulla, cosa che invece qui ci viene servita senza una spiegazione dettagliata di chi essi siano o del motivo che li spinga a compiere certe azioni. X-Men: Dark Phoenix ha davvero tanti problemi, ma di certo non è il capitolo peggiore della saga (è ancora vivido nei ricordi dei fan lo scempio di X-Men: Origins). In realtà, il vero problema non risiede tanto nel singolo film ma nell’intera saga, che non ha mai saputo ragionare per lunghi periodi, preoccupandosene più passo passo, e dando vita a evidenti buchi di trama nella continuity.

X-Men Dark Phoenix, una degna fine (foto 2)

Nel complesso, Dark Phoenix, nonostante gli innumerevoli difetti, piace e intrattiene alla grande, ispirato in qualche modo dallo strano ma esaltante minimalismo di Logan, con effetti piacevoli e un tono sinistro e introspettivo, aiutato anche da una colonna sonora degna del grande Hans Zimmer. Tuttavia è piuttosto chiaro che questo capitolo non è stato concepito come conclusivo, lasciando un lieve spiraglio per il futuro.

Non vi resta che guardarlo: “X-Men: Dark Phoenix” vi aspetta nelle sale dal 6 giugno.

Tommaso Amato

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Autore: Cabiriams

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