Lun. Ago 10th, 2020

West in quarantena: Cabiriams consiglia

In questo momento di emergenza il nostro staff ha deciso di aprire una nuova rubrica settimanale. Vi consiglieremo alcuni film da vedere durante la settimana, vi indicheremo dove reperirli facilmente rimanendo chiusi in casa. Ci auguriamo che questo periodo possa terminare presto, nel frattempo… gustiamoci del buon cinema!


Patagonia Rebelde (1974)

Regia: Héctor Olivera
Con: Héctor Alterio, Luis Brandoni, Federico Luppi
Durata: 103 min
Piattaforma: Amazon Prime, Youtube 

La Patagonia è il Far West dell’America Latina: terra di pionieri e di conquiste sanguinarie, di latifondi e di promesse non mantenute. Ai braccianti europei che negli anni sono arrivati in cerca di fortuna questa terra offriva poco più della sussistenza. Negli anni ‘20 del XX secolo la Patagonia era ancora saldamente amministrata da un manipolo di latifondisti, in maggioranza inglesi, che sfruttavano la terra e le persone con il beneplacito del governo nazionale.

Nel 1920 inizia quella che verrà ricordata come la più grande rivolta rurale della regione: anarchici, comunisti e socialisti iniziano ad organizzare i braccianti in sindacati, scatenando la violenta reazione degli “estancioneros” e dei proprietari terrieri. Gli eventi precipiteranno con l’intervento dell’esercito inviato dal governo del presidente Hipólito Yrigoyen.  Tratto dalla serie di romanzi di Osvaldo Bayer, il film fu censurato in patria e il regista dovette andarsene dal paese a causa delle polemiche (per usare un eufemismo).

Un film epico su una storia tristemente poco conosciuta.


Il grinta (2010)

Regia: Joel e Ethan Coen
Interpreti:  Jeff Bridges, Matt Damon, Hailee Steinfield, Josh Brolin
Durata: 110 min
Piattaforma: Netflix

Omonimo del film uscito nel 1969 di Henry Hathaway (che valse a John Wayne l’unico Oscar della sua vita), Il grinta (2010) dei fratelli Coen non ne è però un remake, ma intrattiene con il precedente solo la medesima ispirazione al romanzo di Charles Portis del 1968. In un viaggio continuamente punteggiato dall’evocazione della morte, la quattordicenne Mattie Ross si mette sulle tracce dell’assassino del padre per vendicare quest’ultimo, accompagnata da due bounty killer (Jeff Bridges e Matt Damon).

Conformemente alla rassegnata malinconia del western contemporaneo per eccellenza firmato dagli stessi fratelli – Non è un paese per vecchi (2007) – Il grinta assume su di sé la stessa riflessione sull’inutilità della violenza, lungamente normalizzata dal genere. Portando in primo piano una giovane eroina che narra a ritroso il ricordo del suo viaggio, i Coen riflettono sull’idea di un passato mitico ma allo stesso tempo intelligibile ormai sintomatica dei più recenti sviluppi del genere.


Il grande silenzio (1968)

Regia: Sergio Corbucci
Con: Jean-Louis Trintignant, Klaus Kinski
Durata: 105 min
Piattaforma: Amazon Prime 

Sono molti gli elementi che rendono questo film un cult nel suo genere, dal nome del regista, alla presenza di Klaus Kinski in veste di bounty killer, alla colonna sonora di Ennio Morricone. Il grande silenzio non poteva dunque sfuggire al più appassionatamente cinefilo dei registi contemporanei, Tarantino, che vi si ispirò – a metà tra citazione e omaggio, come ci ha ormai abituati – nella realizzazione del suo The Hateful Eight

Quel che più colpisce del film di Corbucci è anche la sua caratteristica più atipica, quella che lo differenzia dai molti compagni della categoria ‘western’, ovvero la presenza costante e dominante della neve. Le ambientazioni e i luoghi sono quelli più propriamente tipici del genere, ma questa bianca e pura neve – contraltare delle brutalità commesse nella storia – che si macchia di sangue e che lava via ogni malvagità sembra quasi un miracolo, come se per la prima volta arrivasse l’inverno anche sulle montagne sperdute dei cacciatori di taglie.


La vendetta di Gwangi (1969)

Regia: James O’ Connelly
Anno: 1969
Durata: 95’
Interpreti: James Franciscus, Gila golan
Piattaforma: Chili

Con quasi 25 anni di anticipo rispetto a Jurassic Park (1993), i dinosauri popolavano il grande schermo in un film che univa ambientazioni e figure appartenenti alla mitologia western alla scoperta di mondi inesistenti tipica del cinema fantastico. La vendetta di Gwangi (1969) riprende struttura e tecniche del cinema d’avventura del passato (impossibile non rievocare il King Kong del 1933) collocandole nell’atmosfera polverosa del Messico tardo ottocentesco.

Il regista James O’ Connolly viene affiancato dal maestro degli effetti speciali in stop-motion Ray Harryausen per dare vita alla fusione tra mondi distanti, in un’opera in cui la ricerca della solidità narrativa cede il passo al piacere della raffigurazione dell’impossibile. L’azione racchiusa perlopiù nello sguardo totalizzante dei campi lunghi e le stridenti sovrimpressioni di immagini si presentano come espedienti fin troppo ingenui agli occhi dei consumatori di blockbuster contemporanei, ma in essi è tuttora possibile scorgere il fascino meccanico di un gusto artigianale ormai estinto, così come i colossali rettili preistorici qui riesumati. 


Giù la testa (1971)

Regia: Sergio Leone
Con: Rod Steiger, James Coburn, Romolo Valli
Durata: 157 min
Piattaforma: Tim Vision

Ponte di mezzo della trilogia del tempo, non è un caso che Giù la testa dovesse chiamarsi in origine C’era una volta la rivoluzione. Se può essere definito il film più politico del regista Western più celebre, è anche quello che meno rispecchia i canoni del genere. L’800 e il vecchio West sono un ricordo che lascia spazio al primo ‘900 messicano e alla sua rivoluzione: tutto ha inizio da una citazione di Mao, La rivoluzione non è un pranzo di gala, e una diligenza di ricchi che deridono un povero.  Così spuntano fuori i peones; al centro dei loro pensieri sempre un malloppo, ma è un centro di gravità che risulta vuoto e li spinge a diventare protagonisti, volenti o nolenti, della Storia. 

Dinamiche da vivere sulla propria pelle, più somiglianti alla guerra, con sempre meno pistole, più mitra e un botto di dinamite. 

Marco Lera
Bianca Ferrari
Diana Napolitano
Andrea Pedrazzi
Roberto Di Matteo


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