Le piramidi di Giza – Il regno del Sole

Giza, Egitto: in questo antico e affascinante luogo sono conservate tre delle strutture più ambiziose e magnifiche del mondo antico, le Piramidi.  
Il complesso è situato nella piana di Giza, alla periferia occidentale del Cairo, sulla sponda occidentale del Nilo, ritenuta dagli antichi Egizi la zona dei defunti, e in effetti in questa parte del fiume si sviluppano la maggior parte dei complessi funerari (va comunque notato che per gli Egizi si trattava della costa est del fiume, in quanto i loro punti cardinali erano rovesciati rispetto ai nostri: infatti, ad esempio, il loro nord corrispondeva alla parte meridionale del paese, che prende appunto il nome di Alto Egitto, mentre la zona del delta quella di Basso). Costituiva una delle necropoli di Menfi, capitale nell’Antico Regno. Al suo interno si trovano principalmente la Piramide di Cheope o Grande Piramide (l’unica tra le sette meraviglie del mondo antico secondo la lista redatta da Antipatro di Sidone che sia giunta sino ai giorni nostri), la Piramide di Chefren, la Piramide di Micerino e la Sfinge, attorniate da altri piccoli edifici, noti come Piramidi delle Regine, templi funerari, rampe processionali che da un molo sul fiume conducevano al complesso, templi a valle e cimiteri di varie epoche.      

La piramide non fu la prima forma adoperata per le sepolture dei reali egizi. In principio, le sepolture avvenivano tramite inumazione all’interno di pozzi ipogei, per poi passare alla mastaba, una struttura a tronco piramidale che sovrastava il pozzo di inumazione. Durante le prime dinastie si sperimentarono nuove forme sepolcrali, tra le quali la più innovativa fu di certo la piramide a gradoni. La forma della piramide, e prima ancora della mastaba, è ricca di significato nella cultura e nella religione egizia. Queste strutture rappresenterebbero il tumulo di terra che si erse dal mare di caos primordiale all’origine di tutto, in cui il Benben (primo raggio di luce, rappresentato dall’obelisco) colpì il suolo, generando Atum e tutta la stirpe divina.

La forma piramidale perfetta fu adottata dai costruttori egizi durante la IV dinastia perché oltre al culto dei faraoni era praticato anche quello del Sole: gli spigoli della Piramide rappresenterebbero i raggi solari che scendono sulla terra e di conseguenza la Piramide stessa la scala per salire al cielo (non a caso la struttura piramidale si trova in molte civiltà in cui il culto solare era molto sentito). Inoltre, le piramidi non erano solo geometricamente perfette, ma il loro orientamento verso i punti cardinali è estremamente preciso.

Sebbene siano state fatte diverse congetture sul modo in cui vennero erette tali strutture, l’archeologia è concorde nel ritenere che vi fosse una struttura lignea a chiocciola che girava intorno alla struttura, salendo tramite uno scivolo inclinato in modo da trasportare fino alla sommità i grandi blocchi in granito. Questi erano estratti da una cava vicina e trasportati tramite delle imbarcazioni a valle, per poi essere portati a destinazione. Quella che oggi vediamo non è che la struttura della piramide, con i suoi tipici blocchi a scalini che terminano alla sommità: infatti in origine l’intero monumento era ricoperto da uno strato di calcare bianco di Tura. Mentre si ipotizza che la sommità fosse ricoperta da lastre dorate.         

Per quanto possano apparire maestose, le piramidi nascondono al loro interno una struttura ben più complessa di un semplice tumulo. Sono infatti presenti uno o più ingressi tramite cui si accede a corridoi e passaggi interni che conducevano a diverse stanze: magazzini, stanze dei beni materiali del faraone, e ovviamente la sala sepolcrale dove veniva posto il sarcofago. Erano spesso presenti finti passaggi o cunicoli molto stretti per scoraggiare i tombaroli ad appropriarsi delle immense ricchezze al loro interno.              

Nella parte nord orientale del complesso sorge la famosa Sfinge, che rivolta verso est fa la guardia al molo da cui si accedeva all’intero complesso.
L’intero complesso funerario di Giza, insieme agli antichi siti di Menfi, Saqqara, Dahshur, Abu Rawash ed Abusir, è stato proclamato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1979.
Le piramidi di Giza, ineluttabili al corso della storia, sono qui a raccontare il passaggio di numerosi popoli e conquiste, e che nonostante tutto sorveglieranno sempre l’Egitto dall’alto dei loro troni dorati.

Tommaso Amato

Autore: Cabiriams

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