Una raffigurazione del mare che potrebbe apparire inconsueta, ma non per l’autore, i cui occhi rappresentano un filtro mediante il quale l’osservatore del dipinto può ammirare e contemplare la grandezza strabiliante e quasi spaventosa della natura, che si erge in tutta la sua maestosità e crudezza, quasi mettendosi a nudo di fronte al proprio contemplatore. Il significato che si cela dietro l’opera in questione, Il mare di ghiaccio del pittore Caspar David Friedrich, è indubbiamente di stampo romantico: la natura, protagonista indiscussa, assume il ruolo di madre e matrigna, che domina sull’umanità su cui si scagliano i drastici effetti dei fenomeni climatici.

Nelle opere di Friedrich, artista noto soprattutto per la sua straordinaria opera Viandante sul mare di nebbia, non è raro che la presenza umana sia utilizzata come tramite attraverso cui osservare l’immensità della natura, una natura che si fa spesso portatrice di distruzione, probabilmente perché è l’uomo stesso ad averne scatenato l’ira. In questo caso specifico, qualsiasi figura umana è addirittura completamente assente, come a voler evidenziare che la natura non ha bisogno dell’uomo per essere valorizzata, ma che anzi la presenza umana abbia contribuito in maniera irreversibile alla sua decadenza.

Impossibile, a tal proposito, non scorgere nel complesso del dipinto olio su tela, datato 1823-1824 e conservato ad Amburgo, l’occhio romantico dell’artista, che si riversa inevitabilmente sul modo di raffigurare il soggetto, il mare di ghiaccio, e i dettagli che lo caratterizzano. E come gran parte delle opere romantiche, anche questa ha per protagonista un dramma, che si consuma nel mare e che riguarda il naufragio subito dall’equipaggio della nave HMS Griper durante una delle prime spedizioni al Polo Nord. Il relitto dell’imbarcazione è, infatti, nascosto tra i cumuli di ghiaccio. 

Caspar David Friedrich (Greifswald5 settembre 1774 – Dresda7 maggio 1840), pittore tedesco tra i massimi esponenti della corrente artistica del Romanticismo, si avvicinò all’arte intorno alla fine del 1700, quando il suo maestro Johann Gottfried Quistorp lo introdusse alla rappresentazione della natura dal vero. L’andamento altalenante della sua vita, caratterizzata da un’alternanza di momenti tristi e sereni, si ripercuote sul suo modo di rappresentare: al periodo in cui si sposa e ha dei figli, infatti, appartengono le opere caratterizzate da tinte più luminose e da una maggiore leggerezza espressiva, mentre quelle più cupe e dense di significati drammatici simboleggiano, molto probabilmente, un riferimento ai lutti subiti durante l’infanzia.

Quando si pensa al Romanticismo in ambito artistico, quindi, non si può non fare riferimento alle opere di Friedrich, ritenute emblematiche sotto questo punto di vista. Il mare di ghiaccio si rivela, nel caso specifico esaminato, un dipinto fortemente realistico e, allo stesso tempo, incredibilmente suggestivo ed evocativo: l’artista, molto probabilmente, ha voluto sottolineare ancor di più l’immensa forza della natura, che, nonostante tutto, da niente e nessuno può essere scalfita.

Chiara Pirani