DOCUMENTARIO

Regia di Dmitrij Bogoljubov, 2020.

La città gloriosa di El’nja ha come unica prospettiva la celebrazione ossessiva del passato. In questo posto dimenticato da Dio (cioè da Putin), il calendario è scandito dalle commemorazioni della seconda guerra mondiale. Ogni giorno c’è una qualche battaglia da ricordare, una canzone da intonare per glorificare la Patria ed esaltare il sacrificio della popolazione, ogni settimana c’è un concorso per giovani artisti volenterosi di partecipare al gran carrozzone revanscista. 

Anche se il documentario è ambientato nella Russia del 2020 è facile avere l’illusione  di trovarsi in Corea del Nord.

In questa versione soviet-putiniana di Little miss sunshine c’è spazio per la nostalgia kitsch delle parate militari, per la pelle d’oca generata da canzoni neo-melodiche dedicate alla grande guerra patriottica (come la chiamano da quelle parti), per la sofferenza di una popolazione abbandonata a sé stessa, per la riflessione amara dei reduci di guerre dimenticate. 

A El’nja è l’attaccamento tossico alla propaganda e alla retorica militariste a dare un senso alla vita. La celebrazione dei fasti del periodo sovietico, e più precisamente della grande vittoria, è l’unico appiglio al quale la popolazione può aggrapparsi per recuperare un’identità da contrapporre all’incertezza della modernità. 

La prospettiva peggiore è quella delle scuole: qui si passano ore ed ore a ripassare i canti per il giorno della parata, a leggere libri per bambini simili a quelli del ventennio fascista, a fare gare di velocità per lo smontaggio di un fucile, a guardare video che promuovono l’arruolamento nell’esercito (a quanto pare l’unico sbocco lavorativo sicuro).

Dmitrij Bogoljubov registra con coraggio il dramma di una provincia abbandonata al proprio lutto, dilaniata dall’assenza di futuro e dall’alcol e proprio per questo colonizzata dal nazionalismo della peggior specie. 

La speranza è che si possa fermare il circolo vizioso (e infernale) che minaccia di travolgere anche le prossime generazioni.

O Jednoj Mladosti è un documentario da non perdere.

…le persone normali sono le prime vittime di una propaganda militare che porta solo guerra e morte, senza distinzione tra paesi e nazionalità.
(D. Bogoljubov) 

Marco Lera

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