Forse tra i più maestosi e preziosi esempi di architettura romanico-gotica italiana, il Duomo di Siena si erge nel cuore della città del Palio. Secondo la tradizione, l’attuale struttura sostituì una prima chiesa dedicata a Maria, eretta intorno al IX secolo, sorta sulle rovine di un tempio dedicato a Minerva. Sempre secondo fonti non storicamente supportate, sappiamo che l’edificio venne consacrato nel 1179 dal papa senese Alessandro III Bandinelli, dopo aver stipulato la pace col Barbarossa.


In realtà, sappiamo dai registri degli acquisti di materiale edilizio che i lavori iniziarono nel tardo 1262, terminando dopo numerose interruzioni solo nel 1370.Tra gli artisti che vengono citati nei lavori e nelle opere presenti al suo interno vi è Nicola Pisano, fra gli “innovatori” del XIII secolo, a cui si deve il celebre pulpito, oggi collocato nel transetto sinistro del Duomo. Sempre ai Pisano, e nello specifico a Giovanni, figlio di Nicola, è dovuta la splendida facciata inferiore, oltre che le numerose sculture di profeti, sibille e filosofi che anticamente decoravano la facciata e ora custodite all’interno del Museo dell’Opera (sostituite, nel corso del XIX e XX secolo, da copie).


La facciata venne costruita in due fasi. La parte inferiore, in marmo policromo risalente al 1284, fu costruita in stile gotico toscano, come già detto, da Giovanni Pisano, che vi lavorò fino al 1296, quando dovette lasciare improvvisamente la città. Dal 1270 al 1285 era stata costruita nel frattempo la navata centrale della chiesa, rendendo necessaria la costruzione di una facciata più alta. La parte superiore della facciata, in stile gotico fiorito, è opera di Camaino di Crescentino, che dette alla facciata l’odierno aspetto tricuspidale. Ai lati, dei pilastri incorniciano questa struttura e terminano in pinnacoli sormontati da sottilissime guglie, accentuando lo slancio verso l’alto dell’edificio. I tre mosaici dorati, raffiguranti scene sacre, sono tuttavia posteriori. Il rosone centrale è invece opera di Pastorino dei Pastorini (metà del XVI secolo), raffigurante l’Ultima Cena e visibile solo dall’interno.

Se l’esterno del duomo armonizza splendidamente la candida luminosità del marmo bianco con il rosso di Siena e il serpentino di Prato, l’interno crea nello spettatore un effetto di meraviglia che supera di gran lunga qualsiasi altra costruzione mai vista. Un crogiuolo di marmi bianchi e neri, disposti per bande su muri e colonne, mentre una volta stellata su di un cielo turchese accompagna il visitatore fin sotto la cupola. Sia la navata centrale che il coro sono sormontati da un davanzale sovrastante una lunga fila di 171 busti di papi, realizzati da artisti rinascimentali non identificati.


La cupola si sviluppa su due ordini di logge, uno fatto di colonne binate slanciate e archetti a sesto acuto e l’altro di colonne singole più corte ed archetti a sesto ribassato. L’emisfero è fatto in laterizi e coperto da lastre di piombo. Fu completata nel 1263, anche se la lanterna attuale venne eretta nel 1667. Il campanile, alto 77 metri, anch’esso in stile romanico, completato nel 1313, è in fasce di marmo bianco e verde e dotato di sei ordini di finestre, che da monofore che salendo diventano esafore.


Nel 1339 si decise di ampliare il Duomo. Il progetto prevedeva che l’attuale struttura dovesse diventare il transetto della nuova. Si decise di costruire tre nuove navate, con la centrale perpendicolare alla cupola della chiesa già esistente; inoltre, doveva essere costruita una grande abside semicircolare con deambulatorio e cappelle radiali. A causa della peste i lavori vennero, poi, interrotti. Ciò che oggi vediamo è chiamato “il Duomo Nuovo“. Infatti, in seguito, si riuscì ad innalzare solo la navata destra e la facciata (popolarmente detta il “Facciatone“), attribuita a Giovanni d’Agostino. Oggi la navata destra, per un totale di cinque campate, ospita in parte il Museo dell’Opera del Duomo, in cui tra le diverse opere d’arte è ospitato anche il celebre rosone basato sui disegni di Duccio di Buoninsegna, situato un tempo sul coro. Sul lato sinistro, invece, in cui si vedono tre arcate con finestroni, fu invece costruito il Palazzo Reale.


La chiesa è divenuta nel corso del tempo un vero e proprio museo, ospitando al suo interno non solo opere d’arte, ma anche preziose reliquie di santi. Tra le varie meraviglie contenute al suo interno vi sono l’Altare e la Libreria Piccolomini, quest’ultima resa celebre dagli affreschi rinascimentali del Pinturicchio.

Tommaso Amato