SUBURRA – il caso di “Roma criminale”

Regia di Stefano Sollima, 2015

Cast: Pierfrancesco Favino, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Elio Germano, Greta Scarano

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Roma brucia. Sotto una pioggia che dura una settimana, Roma brucia aspettando l’Apocalisse. Questa è la Suburra di Sollima, una capitale nera e malvagia che non risparmia nessuno.

Traendo ispirazione dal libro di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo (già autori di Romanzo Criminale), Sollima tratteggia la sua storia, diversa e ben riuscita, che ruota tutta intorno a personaggi criminali lasciando volutamente da parte la giustizia nel raccontare la spartizione del litorale romano in un magna magna politico, criminale e persino religioso.

Il film si svolge nell’arco di una settimana, dal 5 al 12 Novembre 2011, data della caduta del governo Berlusconi e data indicativa dell’abdicazione di Papa Benedetto XVI. Il 12 Novembre è “l’Apocalisse”, il giorno risolutivo per i personaggi del film e il giorno ,quando arriva, arriva nero e saturo di un crescendo di violenza che inizia fin dai primi minuti della pellicola.

I protagonisti appartengono a diverse categorie, dalla politica (Pierfrancesco Favino, on. Malgradi) alla malavita (Alessandro Borghi, numero 8; Claudio Amendola, Samurai) e anche al mondo della night life romana popolata di festini e escort (Elio Germano, Sebastiano). A loro si affiancano le figure femminili del film, Viola e Sabrina (Greta Scarano e Giulia Elettra Goretti), molto diverse tra loro anche se simili nell’essere trascinate e allo stesso tempo trascinanti nelle dinamiche delle azioni.

La punta di diamante del film tra i suoi interpreti è sicuramente Alessandro Borghi, Numero 8, boss in crescita in lotta contro tutto e contro tutti, violento e impulsivo. La caratterizzazione del personaggio è perfetta e molto credibile soprattutto per via dello sguardo magnetico, folle e selvaggio di Borghi. La sintonia con Greta Scarano, la fidanzata tossicomane Viola, crea un quadro tragico ma a suo modo bello che permette loro di cavarsela bene anche in quei momenti dove lo script o la trama non reggono abbastanza.

Perché è proprio il plot il problema del film. L’assenza delle forze dell’ordine, seppure giustificata stilisticamente da Sollima nella sua ricerca di creare un film di genere noir puro, mostra dei buchi nella trama difficili da riempire e a volte grandi interpreti come Favino si ritrovano alla mercé delle scene e della sceneggiatura senza poter dimostrare appieno il proprio consolidato potenziale. Si finisce per far passare il tutto come una sorta di violenza iperrealistica che trova la sua morale nella morte e nella violenza stessa, epurandole di una parte contemplativa e riflessiva.

In conclusione Suburra è un film crudo, duro e dalla scenografia fantastica e curata nei minimi dettagli che riesce a compensare le pecche di trama e battute grazie ad un ritmo incalzante e a una colonna sonora originale che accompagna magnificamente lo spettatore in questa discesa nell’inferno romano.

Antonio Berardone

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