MUCH LOVED

Regista: Nabil Ayouch
Cast: Loubna Abidar, Asmaa Lazrak, Halima Karaouane, Abdellah Didane

much loved

“Le prostitute sono donne coraggiose che subiscono tante umiliiazioni, ma alla fine resistono. Persone che, come accade in Marocco, sono prive di un protettore e che danno tutto alla famiglia, l’unica entità che dà loro ancora amore”: così il regista franco-marocchino Nabil Ayouch ha descritto in un’intervista le prostitute marocchine (protagoniste di questo film).
Dopo circa 200 interviste a vere prostitute del paese il regista ha approfondito e mostrato, nel film, la loro  indipendenza e forza in una società particolarmente complicata.
Questo film non è simpatico e romantico come Pretty Woman, anzi, è una denuncia ad un tipo di realtà che rifiuta di vedere. Infatti ha aperto forti dibattiti in Marocco. Sia il regista che le attrici hanno ricevuto denunce e minacce di morte dopo che il film era stato presentato e acclamato a Cannes nella Quinzaine.
Much Loved, mai visto in Marocco, è stato censurato dal Ministro della Comunicazione non per scene che potrebbero essere definite “crude”, ma per aver: “oltraggiato i valori morali delle donne marocchine e aver leso l’immagine del paese”.
Il film racconta la storia di tre ragazze, la protagonista Noha, interpretata dall’unica attrice protagonista Loubna Abider, è la più “anziana” nel fare questo mestiere e si occupa come una sorella maggiore delle altre ragazze Soukaina e Randa.
Possono essere definite prostitute d’alto bordo poiché non lavorano per strada, ma alle feste di soli uomini benestanti (spesso anche molto ricchi). Il loro lavoro non prevede solo l’atto sessuale devono anche intrattenere gli ospiti ballando, chiaccherando e mettendosi in ridicolo per farli divertire.
L’unico uomo a cui si affidano è il loro autista e tuttofare Said. Gli uomini che incontrano, nonostante diventino regolari clienti che fanno loro regali e promesse, finiscono tutti per rivelare il loro lato oscuro e crudele a discapito delle ragazze.
Un problema del regista probabilmente è l’affollamento di tematiche importanti sovrapposte, affrontate però con superficialità.
In un solo film si parla di prostituzione (di tutti i generi), delle condizioni di povertà del paese, della corruzione, dello sfuttamento minorile e di omosessualità.
Nonostante tutti questi temi il vero dramma lo si percepisce nelle scene, purtroppo ripetitive, che mostrano violenti amplessi, quando poteva essere approfondita qualche altra situazione che rimane invece trascurata.
Loubna Abidar è davvero eccezionale nel mostrare le diverse sfaccettature del carattere di Noha che da simpatica e scherzosa diventa quasi cattiva e arrabbiata o triste o completamente apatica.
Probabilmente mette in ombra le altre protagoniste altrettanto disagiate, ma di cui non viene approfondita la storia. Ci sono personaggi che spuntano fuori d’improvviso, creando nello spettatore e nel film un po di confusione, infatti non è chiaro il motivo per cui sono legati alle protagoniste e non si capisce nemmeno il loro ruolo nella vicenda.
Nonostante vengano poco approfondite alcune tematiche rimane un film assolutamente particolare nel suo genere e da non lasciarsi sfuggire.

Carolina C. Minguzzi

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