Star Wars: Il risveglio della Forza. La nostra recensione senza spoiler

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Tanto tempo fa in una galassia lontana…

Come da tradizione, anche il nuovo capitolo di Star Wars, Il risveglio della Forza, inizia la sua narrazione con una delle frasi più celebri della storia del cinema. Una tradizione che rimanda al 1977, quando nelle sale di tutto il mondo usciva Star Wars – Una nuova speranza (in Italia semplicemente con il titolo di Guerre Stellari). Sono passati 38 anni e sicuramente sono cambiate tante cose.

cute-droid-star-wars-episode-vii-trailerA dirigere il VII episodio è J.J. Abrams (Lost, Fringe, Super8…). Quella che gli si pone davanti è una sfida tutt’altro che semplice e il regista ne è consapevole. Dopo l’insuccesso critico dei capitoli prequel I, II e III, i fans di Guerre Stellari non possono tollerare un nuovo fallimento. Dopotutto per molti quelli di Star Wars non sono semplicemente dei film: rappresentano un patrimonio, un sogno favoloso che Lucas ha regalato quando il mondo degli effetti speciali era molto marginale all’interno della settima arte.         Spade laser, navi spaziali, specie aliene; il pubblico non poteva immaginare niente di più splendido di quello che stava ammirando con Una nuova speranza.

Adesso Star Wars deve fare i conti con un mondo rivoluzionato dove, con l’avvento della C G, gli effetti speciali sono all’ordine del giorno rischiando di diventare insignificanti o ripetitivi. Il risveglio della Forza riesce a mantenere alto il nome della saga, anche se con alcuni dettagli non del tutto convincenti.

Con una trama che ricorda molto il primo capitolo, il nuovo film parte carico d’azione: l’Impero adesso è sconfitto e al suo posto subentra il Primo Ordine, capeggiato dal misterioso leader supremo Snoke.  La Resistenza  è quindi nuovamente impegnata in una sfida per la salvezza della galassia dalle forze del lato oscuro. L’introduzione dei tanti nuovi personaggi sembra fornire una solida base per considerare il capitolo VII un ottimo riavvio della saga.

Tra i protagonisti abbiamo Rey, una ragazza che per sopravvivere vende pezzi elettronici recuperati da un cimitero di navi spaziali. Il suo è un carattere forte ma allo stesso tempo così pieno di paura che in qualche modo ricorda tanto la principessa Leia. A lei si unirà Finn, uno stormtrooper che, di fronte alle atrocità commesse dal Primo Ordine, deciderà di disertare e scappare quanto più lontano possibile dal male. Può essere doloroso invece vedere R2-D2 con un nuovo droide, specialmente per i più nostalgici. Eppure il nuovo BB-8 riesce ad essere all’altezza del suo predecessore conquistando con la sua personalità a tratti sentimentale e a tratti comica.

Meno convincente è invece il nuovo villain, Kylo Ren. Un uomo al servizio di Snoke che prova a seguire le orme del defunto Darth Vader, cercando di diventare altrettanto potente nell’uso della Forza. Ma diciamocelo chiaramente: Darth Vader è unico e ineguagliabile, una sua imitazione non riuscirebbe a reggere il confronto. Infatti la sua figura all’interno della pellicola risulta poco soddisfacente per un uomo che ha scelto di seguire il lato oscuro della Forza.

Se a tratti la trama può sembrare piatta, non disperate. Sparsi qua e là troveremo parecchi riferimenti ai precedenti capitoli e diversi colpi di scena che aiutano a tenere lo spettatore ben saldo sullo schermo. Proprio con i colpi di scena Abrams in questo film osa anche parecchio riuscendo a compiere un’impresa che per alcuni potrebbe risultare epica.

Gli appassionati più nostalgici saranno ben felici di ritrovare il cast presente già nella trilogia originale. Più che
emozionante rivedere Han e Chewie a bordo del Millenium Falcon così come ritrovare un’invecchiata, ma sempre combattiva, principessa Leia.

 

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Il film si conclude con un finale sensazionale che tiene testa a una trama nel complesso piacevole e che lascia con la voglia di tornare in sala tra due anni per gustare il successivo capitolo VIII.

La Forza sia con voi, cari lettori.

Jonathan Frittoli

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