Carol

 

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My angel, flung out of space…                                                                                                                             Il mio piccolo angelo caduto dal cielo…”

 

Fin dal primo incontro tra Therese Belivet, giovane commessa di un negozio di giocattoli a Manhattan, e Carol Aird, esponente dell’upper class del New Jersey, lo sguardo tra le due donne tradisce una carica magnetica insopprimibile.

Da quel giorno niente sarà più come prima: nell’America perbenista del neoeletto Eisenhower, le vite di Therese (interpretata da Rooney Mara, premio come miglior attrice al Festival di Cannes nel 2015) e Carol (interpretata da Cate Blanchett, premio Oscar come miglior attrice non protagonista nel 2005 e premio Oscar come miglior attrice nel 2014) si intrecciano l’una con l’altra cariche di insicurezza e paura.

L’amore che sboccia tra le due protagoniste è un’instancabile sete di conoscenza che le porterà a intraprendere insieme un viaggio nell’Ovest: da un lato Therese, contesa da due uomini e con il sogno di affermarsi come fotografa, dall’altro Carol, in procinto di divorziare da un uomo che non ama e intenzionato a toglierle la figlia pur di vendicarsi.

Pronte a sfidare i giudizi morali, affamate di amore, le due donne affrontano un iter che si declina interiormente in una scoperta del proprio status sociale e ontologico, fino a condurle di fronte alla tragica condizione in cui sono ingabbiate e da cui, forse, riusciranno a fuggire.

Ispiratosi al romanzo di Patricia Highsmith The Price of Salt, Todd Haynes (regista di Lontano dal paradiso) scandaglia l’ipocrisia della società e le dinamiche tra i singoli individui che la compongono, affidandosi a una regia raffinatissima e sofisticata.

La fotografia di Edward Lachman ricrea l’atmosfera dei celebri melodrammi hollywoodiani di Douglas Sirk: la maniacale cura dei dettagli nei costumi e nella scenografia ci mostra un rarefatto macrocosmo di un pungente inverno del 1952, in cui solo il microcosmo dell’amore tra Therese e Carol può sciogliere la neve.

Elogiato dalla critica al Festival di Cannes, nominato per 5 Golden Globe e prossimo a fare incetta di nomination ai premi Oscar, Carol si avvale di un ottimo cast: Cate Blanchett, algida bellezza australiana che ha dato prova della sua grandezza attoriale in Elizabeth, The Aviator, Io non sono qui e Blue Jasmine, si muove nel film con un’eleganza iconica, ricca di sfaccettature e quanto mai regale.

Rooney Mara (magistrale in Millenium – Uomini che odiano le donne) concede al pubblico un’interpretazione delicata e misurata, in grado di riproporre la fragilità avvertita dal personaggio nella ricerca del senso della vita.

Percorrendo il delicatissimo filo che rischia di farlo scadere nella retorica, Todd Haynes salva Carol dal sentimentalismo grazie all’interpretazione equilibrata e armoniosa delle due attrici e affondando lo sguardo nell’illusoria realtà, frutto d
ella società: lo sguardo che per la prima volta Therese e Carol si rivolgono è il paracadute che permette loro di librarsi nel vuoto, di salvarsi da un mondo che, come nei quadri di Edward Hopper, mostra una solitudine e un’incomunicabilità ancora attuali.

Leonardo Pacini

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