IL PADRINO: PARTE II – UN APPROFONDIMENTO SULLA FIGURA DEL GANGSTER NEL CINEMA

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Oggi, nella commemorazione del 41esimo anno dalla vittoria agli Oscar de Il Padrino: parte II di Francis Ford Coppola, vorrei andare oltre l’analisi classica di un film approfondendo un argomento che si collega ad un fatto di cronaca più attuale che mai, ovvero la figura del gangster e del malavitoso nella sua trasposizione cinematografica.

 

La partecipazione al programma di Bruno Vespa Porta a Porta del figlio di Totò Riina mi ha fatto riflettere molto e mi ha fatto ripensare a una lezione universitaria nella quale affrontammo l’importanza dei media e dell’apparenza nella società mafiosa. Senza addentrarmi molto nella polemica che ha scatenato questa apparizione televisiva, è importante secondo me concentrarsi sull’immaginario che si è creato intorno alla mafia grazie al cinema e alla televisione.

 

Il ragionamento che porto è strettamente collegato alla ciclicità che lega vita e arte. Life imitates art , la vita imita l’arte diceva Oscar Wilde.

E in un certo senso è esattamente quello che è successo. Nella nostra testa il gangster è Al Pacino, ha i modi del Padrino, ha l’atteggiamento e la parlata di Scarface. Ma noi non siamo gli unici spettatori del cinema, anzi, Il Padrino, Scarface, Gli Intoccabili tutti questi film sono stati visti e sono diventati una base importantissima per quelle persone che vivono la realtà del sistema mafioso sulla propria pelle. I criminali.

 

I boss allora costruiscono ville uguali a quella di Tony Montana (Hollywood, la chiamano, in Gomorra di Roberto Saviano), si atteggiano imitando i loro idoli, il mondo è loro (The world is yours, Scarface di Brian De Palma), e così, un passo alla volta, si sono trasformati in quei finti idoli che il cinema ha creato per loro.

Paradossalmente dunque è stata proprio la settima arte, con il suo grandissimo potere persuasivo, a creare il malavitoso che noi adesso conosciamo come vero e non più idealizzato.

 

E come un circolo vizioso e continuo, il cinema e il mondo dello spettacolo continuano ad attingere da ciò che esso stesso ha creato, seppure questa volta lo faccia attraverso la realtà che ha ormai inglobato e superato la finzione.

Antonio Berardone 

 

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