DAME OF THRONES – UNA STAGIONE NEL SEGNO DELLE DONNE

L’abbiamo aspettata per tanti mesi. Trailer, teaser, foto dal set, interviste, tutto ci ha preparato a questa prima puntata della srie TV HBO più attesa e seguita di sempre. Game of Thrones è tornato, con una puntata che ha tirato le somme della 5 stagione, e da quello che sembra il focus sarà tutto sulle donne.

Questa colonna non vuole essere un riassunto settimanale delle puntate che vedremo, bensì un luogo di approfondimento su alcuni aspetti che ho trovato interessanti e penso possano interessare anche i nostri lettori.

L’approfondimento che porto su questa puntata è la centralità dello sguardo e sul linguaggio attoriale nascosto ma evidentissimo nelle intenzioni. Fortunatamente una grande serie come può essere Game of Thrones è anche supportata da un cast eccezionalmente bravo. Ma passiamo all’analisi nel dettaglio.

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Il primo personaggio del quale voglio parlare è quello che ha dato il via a questa riflessione, ovvero Cersei (Lena Headey). La vediamo, devastata e con ancora i segni della “confessione” addosso, gettarsi entusiasta al porto in attesa dell’arrivo della figlia Myrcella. Ma con un esattissimo gioco di sguardi, senza che pronunci nemmeno una parola, nel giro di 30 secondi di screening riusciamo a percepire la rassegnazione e il dolore che derivano dal capire che la figlia è ormai morta e allo stesso tempo anche la rassegnazione alla profezia che la strega le fece quando era bambina (che avrebbe visto morire i suoi tre figli).

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Un altro tipo di importanza degli sguardi è rappresentato dallo scambio tra Daenerys (Emilia Clarke) e Khal Moro. L’avevamo lasciata sola, abbandonata da Drogon in mezzo ai Dothraki. La ritroviamo spavalda e fiera, come solo una regina può essere, a difendere il proprio nome non nascondendo però un certo vacillare nel non vederlo immediatamente riconosciuto. Effettivamente sarà l’essere vedova di Khal Drogo a salvarla da schiavitù certa, ma la condanna delle vedove dei Khal a prendere parte del Dosh Khaleen sembra terrorizzarla. In queste scene vediamo il crollo della regina Daenerys, che dalla ritrovata sicurezza di Mereen si ritrova catapultata di nuovo nell’inferno Dothraki della prima stagione.

arya-in-una-scena-della-prima-puntata-di Chi rappresenta più di tutti l’importanza della vista in questa stagione è la giovane Arya Stark (Maisie Williams). Privata della vista alla fine della scorsa stagione, è ormai chiaro che la punizione altro non sia che un insegnamento al fine di consacrarla al Dio dai mille volti. La vediamo sola e tremante chiedere l’elemosina al lato di una strada secondaria di Braavons mentre viene attaccata dall’altra praticante del culto. Si prospetta uno sviluppo “daredeviliano” del suo addestramento, ma è chiaro che la vista continua a giocare un ruolo importante nella storia dei personaggi di Westeros.

 

Quella tra Sansa (Sophie Turner) e Brianne (Gwendoline Christie) è stata invece una conversazione assolutamente su due livelli. Da un lato troviamo il ritorno alla formalità che consacra Sansa ad essere erede della fierezza della casata Stark come la madre prima di lei. Dall’altro invece, è impossibile non notare la tenerezza e la gratitudine che la richiesta di aiuto della giovane alla guerriera espressa dagli sguardi tra le due. Si spera finalmente che, con l’aiuto di Brianne, Sansa possa trovare un po’ di pace.

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Voglio finire questo focus con una scena che ha fatto scalpore tra tutti i fan, ovvero la trasformazione di Melisandre (Carice van Houten). La sacerdotessa del Dio della Luce rivela le sue sembianze da strega spogliandosi degli abiti e della sua vistosa collana, anche se i più attenti si saranno accorti che anche nella seconda stagione si era spogliata senza trasformarsi. Il tutto avviene davanti ad uno specchio e abbiamo la possibilità di vedere lo sguardo del riflesso, che sembra quasi sorriderle verso la fine, come a volerle dire “sapevi sarebbe successo, cosa ti aspettavi?”.

 

In questa puntata si sono tirate le somme e risolti molti dei cliffhanger che la quinta stagione aveva creato, ma dovremo continuare a seguire per risolvere l’interrogativo che più ci attanaglia: Jon Snow tornerà o no?

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