FFF Day 1 – The Case of Hana and Alice

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“Ha detto -Non mi scorderò di quel dolore finché vivrò-. È una dichiarazione d’amore!”

 

Un saluto a tutti i lettori di Cabiriams! Sono Antonio Berardone e dal 3 all’8 Maggio collaborerò come volontario con il FutureFilmFestival di Bologna. È un’occasione unica per partecipare a decine di visioni esclusive e di anteprime dal mondo dell’animazione internazionale. Ogni giorno per sei giorni vi proporrò una recensione di uno dei film in concorso.

 

The Case of Hana and Alice (Hana to Arisu Sutsujin Jiken) è il primo film in concorso per il Platinum Grand Price che ho avuto occasione di vedere.

Mi ero informato preventivamente sull’opera e sul suo regista e trovavo curioso e interessante il concept. The Case of Hana and Alice nasce come late-prequel, a 11 anni di distanza dal primo lungometraggio di Iwai [Hana and alice, live action del 2004] e il regista ha scelto di dare un background alle due protagoniste del film entrando a piedi uniti nel mondo dell’animazione e del digitale.

 

La storia segue le vicende di Alice, studentessa delle medie che si è appena trasferita con la madre scrittrice, che si ritrova catapultata in un intreccio di intrighi e bugie sull’omicidio di un compagno di classe avvenuto prima del suo arrivo. Solo unendo le forze con la strana Hana, ragazzina che vive da reclusa nella sua flower house potrà riuscire a crescere e a risolvere il mistero.

Una storia di crescita e di amicizia, supportata da una colonna sonora eccezionalmente appropriata e perfettamente in sintonia con l’animazione. [Hakuto Pascal – fish in the pool]

 

Il FutureFilm è un festival sul cinema d’animazione, per questo ho deciso di occuparmi principalmente di un’analisi stilistica delle opere.

Fin dalla sequenza iniziale lo spettatore viene trasportato in un mondo più leggero, più colorato, più infantile. Alice è una ballerina e le animazioni della scuola di ballo e della sua stanzetta mentre danza da sola sono molto apprezzabili.

I colori giocano molto importante. Escludendo la sequenza iniziale e finale, dove disegni stilizzati scorrono su uno sfondo azzurro pastello accompagnati dalla colonna sonora, ogni scena ha in sé filtri di luce che creano un effetto allo stesso tempo naturale e alieno. Sembra di guardare un mondo vero, ma non il nostro.

L’attenzione alle inquadrature ci fa capire subito che si tratta di un regista che ha esperienza nel campo cinematografico, e l’animazione ha sicuramente offerto a Iwai nuove possibilità, come ad esempio i frequenti azzardi nei punti di vista. Ho deciso di prendere alcuni dei frame più belli e interessanti sotto questo aspetto.

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In conclusione si tratta di un lungometraggio dai toni teneri e sognanti, molto interessante dal punto di vista dell’animazione e ricco di colori che trovano il modo di entrarti dentro e farti pensare più di quanto non lo facciano le parole.

Caldamente consigliato: 4.5\5

 

Ricordiamo ai lettori che The Case of Hana and Alice sarà proiettato nuovamente Venerdì 6 Maggio alle ore 20:30 al Cinema Lumière di Bologna (via Azzo Gardino).

Antonio Berardone

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