Ossimorico Off: Fotografia Europea 2016

Qualche ricordo dalle precedenti edizioni
Qualche ricordo dalle precedenti edizioni

Off”: posizione di allontanamento, spazio di separazione. Intessuta ormai dal 2006 nell’immaginario collettivo della città di Reggio Emilia, quanto nel suo tessuto urbano, l’undicesima edizione del Festival Internazionale di Fotografia Europea sta per cominciare. Nata con l’intento di “riflettere sulla complessità della contemporaneità”, è curata da Diane Dufour, Elio Grazioli e Walter Guadagnini. Il comitato curatoriale seleziona ogni anno apporti che indaghino attraverso l’immagine fotografica, i suoi usi e il suo linguaggio, temi come la condizione urbana contemporanea, il corpo, il tempo, lo sguardo, la cittadinanza, il cambiamento.

Artisti, intellettuali, filosofi e scrittori convergono nell’ambito della manifestazione, che si svolge non solo nelle sedi ufficiali (Chiostri di San Pietro, San Domenico, Sinagoga e dal 2015 anche Palazzo da Mosto, riaperto dopo circa trent’anni come sede espositiva), ma in tutto il tessuto urbano. La manifestazione ufficiale è infatti parallela al circuito denominato “Off”, una serie di interventi espositivi realizzati dalla collettività. Fotografi ed esercizi commerciali, o sedi espositive, hanno la possibilità di collaborare portando la fotografia (ma anche installazioni, performance e azioni estemporanee) in strada per tutta la durata del Festival e gratuitamente per i visitatori. I due circuiti dunque si costituiscono come un fronte che agisce per coinvolgere la collettività in una riflessione culturale, aprendo le porte a visitatori provenienti da tutto il mondo. Grazie a questa sezione libera e indipendente “la cultura, così gravemente minacciata da una crisi che non conosce confini, può essere rimessa al centro dell’agenda dei soggetti pubblici […] nella misura in cui essa sa essere diffusa nel territorio”.

Proviamo, tuttavia a rovesciare la prospettiva e a partire dal circuito collaterale di mostre ed eventi, denominato per l’appunto “Off”. L’evoluzione elettronica del biglietto online ha forse lasciato al passato i biglietti cartacei di un pallido celeste, con le crocette che a penna spuntavano il nostro ingresso nei luoghi sacri dedicati alle mostre istituzionali. Due mesi di tempo, e pochi minuti sul web, per rendersi conto delle tante iniziative che accompagnano la macchina del circuito ufficiale, quella che anima con soffio vitale le strade, l’avvicendarsi di file per l’entrata nelle giornate inaugurali, i volontari che vedono scorrere il tempo e il variare della luce nelle sale dalla mattina alla sera. Poi la strada. Le strade. Quelle che percorse le sere d’inverno sembrano deserte e ricordano ai forestieri cosa sia la provincia del Nord. Quelle che non si animerebbero senza il motore dell’ufficialità, dell’ufficio stampa e dei partecipanti. Artisti, fotografi, performers… le definizioni potremmo lasciarle scorrere all’infinito, per poi sfociare in quel prisma che è l’osservatore, il “lettore”, il portatore di sostrati culturali, massificati, interiorizzati, per il quale vale la pena passare un pomeriggio in una sede di mostre, o per il quale inizia una ricerca, una scoperta o una profonda delusione. A ciascuno la sua fetta di esperienza.
Adesso sta a voi. Dal 6 maggio al 10 luglio.

Manuela De Rosa

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