Games of Thrones – le Religioni e il Potere

Salve a tutti i lettori di Cabiriams, come ogni martedì porto un approfondimento sulla puntata di Game of Thrones mandata in onda il lunedì. Non si tratta di una colonna riassuntiva della puntata, bensì di uno sviluppo di qualcosa che mi ha colpito particolarmente.

 

Il focus di questa puntata è sulle religioni di Westeros, e ho deciso di parlarne sui due fronti contrapposti (Approdo del Re e la Barriera) e di come la religione e la politica si intersechino.

Melisandre

La puntata inizia, ovviamente, nel Nord. Il risveglio di Jon Snow, portato indietro dalla morte dalla sacerdotessa del Dio della Luce Melisandre rappresenta anche la nascita di un nuovo “araldo” per il Dio. Come sappiamo dalle stagioni precedenti, chi viene richiamato dai morti con la magia dei sacerdoti della luce, ritorna sempre cambiato e legato al dio in qualche modo. Per Melisandre questo successo rappresenta un messaggio del suo dio. Stannis non era il vero principe, destinato a rovesciare il potere e a prendere il trono di spade, quindi lo sarà Jon al quale ha concesso questa seconda possibilità.

Come di consueto, la grande spiritualità e il misticismo espressi dalla donna rossa nascondono ancora una volta le trame politiche che sono la benzina nel motore della serie.

In questo caso non ci resta che aspettarne gli sviluppo e seguire Snow fuori dalla barriera, probabilmente accompagnato da Melisandre.

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Il rapporto però più particolare e affascinante è sicuramente quello instauratosi tra il re Tommen e l’Alto Passero ad Approdo del Re. Tommen è appena adolescente, ha visto la madre torturata e umiliata e sua moglie imprigionata e non riesce a mantenere il controllo della situazione politica nella sua città (preoccupandosi quindi molto poco del regno).

Il dialogo tra il sacerdote e il re ha chiarito finalmente le posizioni e le tattiche con il quale questo mantiene il controllo sulla città. La religione è un mezzo molto potente in una situazione politica instabile e con il popolo affamato, sopratutto se esercitata su di un giovane impressionabile come re Tommen, e l’alto Passero lo sa.

In questo caso l’intreccio tra la religione e la politica è chiarissimo e molto storicamente accurato. Ricorda il potere che la chiesa cattolica esercitava in Italia dal medioevo in poi. Dietro ad ogni frase, dietro ad ogni rituale, dietro ad ogni sermone si nasconde la volontà forte di controllare il potere politico.

 

Ancora una volta Game of Thrones si conferma una serie dinamica e ricca di varietà contenutistica. Dovremo continuare a seguire la serie per vedere come le religioni si evolveranno e, inesorabilmente, arriveranno a scontrarsi tra loro e con la corona.

Antonio Berardone

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