MYSTERY AUTHOR (Misteri d’Autore)

Chi di noi non si è mai chiesto se un autore o un poeta nascondesse molto di più di quanto avesse scritto? Io personalmente sono sempre stato incuriosito dai potenziali misteri tenuti nascosti tra le pagine di un racconto e dalla vita privata degli autori. Con questa nuova rubrica abbiamo deciso di inaugurare delle “indagini letterarie”, per provare a rispondere a casi particolari di scrittura e risolvere intricati rebus simbolici di artisti vari.

Nelle prime puntate affronterò attraverso l’analisi semiotica due racconti brevi di E.A.Poe che hanno dei punti in comune piuttosto inquietanti…

Buona lettura!

Mistero d’Autore [EP.5]

Il Cuore Nero (Parte Quinta – Conclusione)

 

Per procedere con il Percorso Generativo e permettere di cercare la risposta alla mia domanda direttamente all’interno del testo, mi sono limitato a leggere i due racconti ed evitare tutte le informazioni relative alla biografia dell’autore e alle pubblicazioni annesse.

Per concludere, ho comunque voluto fare una ricerca paratestuale, per controllare se le deduzioni tratte dall’analisi potessero essere adeguate ad una interpretazione verosimile.

Effettivamente E.A.Poe scrive “Il Cuore Rivelatore” e “Il Gatto Nero” nello stesso periodo, nello stesso anno. Il primo è pubblicato sul giornale “The Pioneer” nel Gennaio del 1843 e il secondo sul giornale “The Saturday Evening Post” nell’Agosto del 1843. E, come pensavo, il racconto con l’intreccio narrativo più semplice è scritto prima dell’altro.

Invece, dal punto di vista psico-biografico, mi avvalgo degli studi condotti dalla psicoanalista francese Marie Bonaparte, per cercare qualche informazioni interessante. Purtroppo i suoi scritti su E.A.Poe non sono coerenti con la mia ricerca.

In “Lutto, necrofilia e sadismo” (M. Bonaparte, 1930), attraverso l’analisi dei racconti e degli avvenimenti biografici, si parla di un Poe ossessionato dalle donne malate e morenti, a causa di una coazione a ripetere che lo porta a soffrire di un’inconscia fissazione per la madre, morta quando lui era molto giovane.

Pertanto ci si concentra solamente sulle figure femminili che si trovano nelle sue short- stories, lasciando i due testi interessati al di fuori di questo studio.

Ho però trovato alcune dichiarazioni che indicano “Il Cuore Rivelatore” come uno dei migliori racconti giudicati dal suo stesso autore. Se fosse veramente così, ciò spiegherebbe come mai E.A.Poe abbia voluto utilizzare la stessa struttura di base per un altro dei suoi racconti. Forse aveva trovato una formula per un intreccio perfetto, anche se non è il primo caso di racconti simili tra di loro. La sua bibliografia è piena di storie che si assomigliano e che nascondono al loro interno altri segreti.

Quando ci sarà occasione domanderò a questi altri testi se sanno qualcosa di quel gatto nero e di quell’occhio, così tremendamente inquietanti. Ma fino a quel momento mi accontento di ciò che mi hanno detto i due testi, stando attento ad attraversare la strada quando passa un gatto nero con un occhio solo.

Lorenzo Console

 

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