Museica, Caparezza.

Museica è un album uscito il 22 aprile 2014 dell’artista Caparezza, nome d’arte per Michele Salvemini. Proprio a proposito di questo lavoro, di cui l’arte ne è ispiratrice, il cantante dice:

« Museica è il mio museo, la mia musica, il mio album numero 6. [...]. È un album ispirato al mondo dell’arte, l’audioguida delle mie visioni messe in mostra. Ogni brano di Museica prende spunto da un’opera pittorica che diventa pretesto per sviluppare un concetto. Non esiste dunque una traccia che possa rappresentare l’intero disco, perché non esiste un quadro che possa rappresentare l’intera galleria. In pratica questo album, più che ascoltato, va visitato. »

Museica inizia con Canzone all’entrata che, come indica il nome stesso, è l’ingresso in questo immaginario museo, per poi seguire con le altre opere:

Avrai ragione tu è la seconda canzone del disco. L’opera del brano è di Dmitri Vrubel, My God, help me to survive this deadly love, chiamato anche Fraternal Kiss. Un graffito del 1990,  all’East Side Gallery di Berlino, ispirata ad una fotografia originale del 1979 in onore dei 30 anni della DDR (Deutsche Demokratische Republik, in italiano la Repubblica democratica tedesca). La fotografia ritrae il bacio tra i due leader comunisti Leonid Il’ič Brežnev ed Erich Honecker.

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La terza canzone è Mica Van Gogh. L’opera è di Vincent Van Gogh, Natura morta con bibbia. Un olio su tela del 1885, conservato al Van Gogh Museum ad Amsterdam, in Olanda. L’oggetto del dipinto è una grande bibbia aperta al capitolo 53 del libro di Isaia, a fianco un romanzo moderno, di Émile Zola “La joie de vivre” e una candela spenta, simbolo della caducità dell’esistenza e sfiducia. Inoltre si nota un collegamento con  la tradizione seicentesca olandese per lo stile, ma allo stesso tempo spezza gli schemi con schemi personali del Van Gogh.

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Non me lo posso permettere è la quarta traccia del disco, e il quadro di riferimento è di Francis Bacon, Three studies of Lucian Freud. Un olio su tela del 1969, è un famoso trittico soprattutto per un fatto avvenuto nel 2013: ha raggiunto il record per il valore a cui è stato venduto, ovvero 142.2 milioni di dollari, dunque come quadro più costoso al mondo. È stato sorpassato poi nel maggio del 2015 da un quadro di Pablo Picasso, una versione della serie di Le Femme d’Alger.

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Segue poi Figli d’arte che trae idea dall’opera di Francisco Goya, Saturno che divora uno dei suoi figli.

Quest’opera è un olio su intonaco ed è stato eseguito tra il 1818 e il 1823. Al momento è conservato nel Museo del Prado, Madrid, e fa parte delle pitture nere nella Quinta del Sordo (trad. Casa del Sordo), luogo di ritiro del pittore fuori Madrid, esattamente a Manzanares, nel periodo di malattia di Goya.

Il soggetto è un tema mitologico: al dio romano Saturno è stato profetizzato che uno dei suoi figli lo avrebbe soppiantato e di conseguenza era solito eliminarli divorandoli al momento della loro nascita, proprio per evitare che la profezia si compisse.

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Sesta traccia dell’album è Comunque Dada e l’opera di riferimento è di Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q.

E’ una riproduzione fotografica della Gioconda di Leonardo da Vinci del 1919. Si trova in una collezione privata a New York. La particolarità di questa opera è l’aggiunta di barba a baffi alla Monna Lisa, un ready-made su un’icona della storia dell’arte antica. In francese il titolo suona come “Elle a chaud aucui”, che tradotto significa “lei è eccitata”. E’ il manifesto contro il conformismo, dissacrando e al tempo stesso onorando l’opera.

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Dopo troviamo Giotto Beat, e con questo l’opera di Giotto, Coretti. I Coretti sono un affresco del 1306 alla Cappella degli Scrovegni a Padova. Più precisamente nel registro inferiore dell’arco di trionfo della cappella, idealmente ai lati dell’altare; si tratta di stanzette illusorie con volta a crociera e arco a sesto acuto, con un finestra bifora gotica con un lampadario al centro della volta. Si tratta di una tipologia di prospettiva  pre-brunelleschiana, tipica dell’evoluzione medievale dopo le prospettive più bizantine.

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Cover invece è la ottava traccia e singolo lanciato come presentazione dell’album. Il cantante si è ispirato ad Andy Warhol, Banana. L’opera pop è stata utilizzata come copertina di The Velvet Underground&Nico, è stata anche inserita nella famosa rivista musicale The Rolling Stone al decimo posto nella lista delle “100 migliori copertine nelle storia”, un aneddoto molto interessanteè che l’artista fu anche il produttore stesso del disco.

Altro dettaglio dell’opera, non compare nulla: né il nome dell’album, il gruppo o il nome della casa discografica, appare solamente la firma di Warhol.

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China Town invece ha come opera di riferimento Kazimir Melevich, Quadrato nero. E’ un quadro del 1914-1915, ed è conservato nella galleria Tret’jakov a Mosca, in Russia.

Di questa opera esistono quattro varianti e l’ultima di questi è degli ultimi anni Venti/inizio Trenta.

E’ stato definita dalla critica come “il punto zero della pittura” come valore storico; ma grazie a dettegli che sono stati rivelati si è potuto notare che il Quadrato nero è sopra ad una composizione più complessa. È considerato come un opera fondamentale dell’arte contemporanea nell’astrattismo.

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Siamo arrivati a metà del disco e anche Caparezza ce lo ricorda con una traccia chiamata Canzone a metà, che si ispira all’opera di Robert Williams Buss, Il sogno di Dickens. Questo è un dipinto incompiuto ed è conservato nel Charles Dickens Museum, la tecnica è tutt’ora sconosciuta e la datazione è 1870.

Il soggetto dell’opera è lo scrittore Charles Dickens nel suo studio circondato dai suoi personaggi, rappresentati in modo quasi “aereo” come se fossero dell’estensione della sua psiche. Il quadro è rimasto incompleto a causa della prematura morte dell’artista, ed è stato donato al museo nel 1930 circa.

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La prima parte dell’articolo termina qui. A breve la seconda e ultima parte.

Agnese Monari

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