Eternal Sunshine Of The Spotless Mind (Se mi lasci ti cancello)

Avete mai cercato un amico chiedendogli il titolo di un film carino da vedere?

Abbiamo pensato ad una rubrica, una serie di consigli a dir la verità, basata su film che a nostro parere meritano la visione e una riflessione. Gli articoli saranno vari, con cadenza settimanale, e scritti da diverse persone dello staff per darvi un parere più oggettivo possibile su pellicole di ogni genere e provenienti da Paesi differenti.

Troverete inoltre alcune curiosità sulla produzione e non solo.

Vi consigliamo quindi di preparare stuzzichini, noleggiare uno di questi film e lasciarvi trasportare in una serata all’insegna del cinema. Buona lettura e, soprattutto, buona visione!


 

Regia: Michel Gondry

Sceneggiatura: Charlie Kaufman

 

Il primo film che vogliamo proporvi in questa rubrica settimanale è “Se mi lasci ti cancello”, uscito nelle sale italiane il 22 ottobre 2004.

No, non fatevi ingannare dal fuorviante titolo da commedietta di bassa lega imposto dai distributori italiani (la traduzione letterale del titolo originale, preso dai versi di Alexander Pope, sarebbe “L’eterna luce solare della mente immacolata”). Si tratta in realtà di una commedia complessa, amara ed intelligente sui sentimenti e la loro fragilità.

L’amore tra Joel (Jim Carrey) e Clementine (Kate Winslet) si sta consumando in litigi e rimpianti.

Lei decide, grazie ad un sistema chiamato “Lacuna”, di eliminare tutti i ricordi che la legano ancora all’uomo. Lui, dopo aver ricevuto la cartolina che lo avvisa di ciò, decide di fare altrettanto ma, durante l’operazione, si ribella.

Fondati sulle sensazioni, i ricordi svaniscono man mano che queste si cancellano. Joel si rifugia nel proprio cervello, aggrappandosi disperatamente alle emozioni che gli restano per serbare il ricordo di Clementine.

La regia di Gondry manovra sapientemente i diversi livelli di realtà e riesce a porre sullo schermo il procedimento senza ricorrere a effetti speciali: usando metodi artigianali o suggestioni surrealiste (stiamo pur sempre parlando del direttore de “L’arte del sogno”). Adeguata a lui anche la scelta di rendere la sede di Lacuna molto austera ed ambulatoriale, niente a che vedere con una scenografia fantascientifica e tecnologica.

La storia è caratterizzata da un intreccio ad incastri che permette di ricostruire, in un puzzle di ricordi, l’altalena amorosa di una relazione sentimentale dall’inizio fino alla disillusione ed al vero e proprio declino. La sceneggiatura di Kaufman ci rivela anche ulteriori sottotrame tanto ben innestate nel racconto da non compromettere l’emotività della narrazione.

Eternal Sunshine Of The Spotless Mind è una pellicola commuovente e profonda; quasi due ore di poesia dal gusto agrodolce.

Augurandovi buona visione, vi lascio alcune curiosità sul film:

  • L’idea è nata dall’artista Pierre Bismuth, amico del regista. Gondry difatti ha spiegato in un’intervista che Pierre “ha avuto l’idea di mandare una cartolina alle persone cancellate dalla memoria di qualcuno che credevano di conoscere. Voleva studiare la loro reazione per un esperimento a fine artistico”. Alla fine Bismuth non ha portato avanti il progetto, ma Gondry lo apprezzò a tal punto da arruolare l’artista nello sviluppo di una storia attorno ad esso, che poi Charlie Kaufman ha sceneggiato. I tre sono stati premiati con l’Academy Award nel 2005 per la migliore sceneggiatura originale.

The 77th Annual Academy Awards - Press Room

  • Dobbiamo ringraziare la Natura per una delle immagini iconiche del film: Jim Carrey e Kate Winslet sdraiati sul ghiaccio. Lo script della scena era predisposto per neve e ghiaccio, ma Gondry era pronto ad omettere tali informazioni se il tempo non avesse collaborato. Fortunatamente, grazie all’inverno rigido che caratterizzò lo Stato di New York in quell’anno, il lago ghiacciò come sperato. Tra l’altro a differenza di molti registi, che preferiscono controllare ogni aspetto del loro film, a Gondry piacciono gli imprevisti e l’improvvisazione, come le questioni climatiche che lo costringono a cambiare programma e pensare velocemente.

2

  • Come accennato, la maggior parte degli effetti visivi sono fatti alla vecchia maniera. Ad esempio, durante la scena in cui Joel si vede mentre incontra il Dr. Mierzwiak non vi è alcun artificio tecnologico. Jim Carrey per interpretare le due versioni di sé dovette correre e cambiarsi velocemente da una parte all’altra del set.

3

  •  Kaufman, per diletto decise che l’ufficio Lacuna sarebbe stato lo stesso di “Essere John Malkovich”. Purtroppo non fu praticabile e dovette accantonare l’idea.

4

  •  Originariamente, il plot partiva 50 anni nel futuro con una vecchia che in seguito si sarebbe rivelata essere Mary (Kirsten Dunst) che cerca di pubblicare un manoscritto chiamato “Eternal Sunshine Of the Spotless Mind” per denunciare il lavoro della Lacuna. Alla fine si sarebbe scoperto che stava ancora lavorando per Howard e che Clementine avesse cancellato Joel dalla sua memoria almeno 15 volte nel corso dei decenni.

5

  •  I caratteristici capelli colorati di Clementine sono stati ottenuti con delle parrucche. Kate Winslet sarebbe stata disposta a tingersi i capelli, ma dal momento che il film non è stato girato in ordine cronologico, avrebbe dovuto cambiare colore di capelli anche tre volte al giorno e le parrucche sono risultate più pratiche (pare che la preferita dell’attrice fosse la rossa).

6

  •  In alcune scene tagliate compare Naomi, la ex alla quale fa spesso riferimento Joel. La donna di cui lui era innamorato quando incontrò Clementine è interpretata da Ellen Pompeo.         youtube-icon-1

7

  • Gondry si rese conto della realisticità del suo film quando durante l’editing fu lasciato dalla sua ragazza. Il regista racconta, ad esempio, di aver pensato che la scena in cui Joel butta tutte le cose di Clementine in un sacco fosse uno stereotipo; dopo la rottura fece la stessa cosa e realizzò quanto fosse credibile!

8

  • Tutti sono stati incoraggiati ad improvvisare…tutti tranne Jim Carrey! Difatti il personaggio di Joel era troppo riservato e poco spontaneo per lasciare spazio ad improvvisazioni. Questa cosa ha portato l’attore ad una certa frustrazione, specie quando Gondry esortava la Winslet, la Dunst o Ruffalo a staccare la spina dai loro personaggi (pare che prendesse da parte la interprete di Clementine per dirle “Improvvisa, vai alla grande, questa è una commedia!” e poi, in un’altra stanza, dicesse a Carrey “Questo è un dramma, non una commedia.”).

9

Elena Novarese

 

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