“Bologna dopo Morandi 1945-2015”

Mostra “Bologna dopo Morandi 1945-2015” a cura di Renato Barilli.

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Questa mostra è partita il 23 settembre e si concluderà l’8 gennaio 2017, a palazzo Fava a Bologna, in via Manzoni, 2.

Come suggerisce il titolo, le prime opere esposte sono di Giorgio Morandi, con due iconici quadri con una composizione di bottiglie presenti originariamente nella collezione del MAMbo, museo nel quale è esposta la quasi totalità delle opere del pittore bolognese, per poi passare a due opere di Burri, Sergio Vacchi, e altri importanti autori, fino ad arrivare agli anni 60’, con artisti indipendenti e non catalogabili in movimenti. Si parte dagli astrattisti e realisti, con scritti e citazioni di Francesco Arcangeli; arrivando al piano superiore, passiamo invece alla Pop Art e New Dada, con Concetto Pozzati e Piero Manai, ai contrasti delle sale del Bentivoglio, come con Calzolari, con uso di materiale povero (che ultimamente ha ritirato le proprie opere, ndr.) e lo sfarzo di Luigi Ontani con ceramiche dorate; una sala dedicata ad un artista indipendente quale Nino Migliori, fotografo di tavolini da bar graffiati che sembrano pianeti lontani; il fumetto di Andrea Pazienza e la scuola con capostipite il curatore stesso della mostra, Renato Barilli, come i “Nuovi-Nuovi” dentro il quale si trovano personalità come Marcello Jori e Bruno Benuzzi. Nel terzo e ultimo piano dell’antico palazzo cinquecentesco vi sono gli artisti degli anni 1990-2000 e vi è un incremento maggiore di personalità femminili, tra cui Sabrina Mezzaqui e Sissi, mentre l’ultima sala è dedicata alla Video Art con gli artisti bolognesi contemporanei, come Sergia Avveduti, Eva Marisaldi o Alessandro Rivola.

Il percorso è guidato, se si vuole, da un audioguida compresa nel prezzo del biglietto e aiuta chi magari non è un addetto e/o esperto nell’arte contemporanea, bolognese in questo caso, con spiegazioni dettagliate su scuole e movimenti relativi ai vari periodi disposti nelle diverse sale in ordine cronologico.

Personalmente, ho trovato la mostra molto interessante e particolare. Sinceramente, alcune opere e autori non li avevo mai sentiti e sono stati una piacevole scoperta!

Consiglio vivamente di fare un giro in questa mostra, benché evidentemente molto locale e legata alla città di Bologna, perché riesce comunque a spiegare, anche in piccolo, i movimenti artistici contemporanei su grande scala, come il Pop o le sperimentazioni con nuove tecnologie.

 Agnese Monari

 

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