Il Labirinto del Fauno

Film del 2006 diretto e scritto da Guillermo Del Toro, in lingua spagnola, fu presentato al Festival di Cannes con il titolo originale di “El laberinto del fauno”. E’ il film ispanico che ha ottenuto il record di incassi, aggiudicandosi nel 2007 ben tre Premi Oscar, inoltre risulta essere il secondo di una trilogia di film fantastici sempre diretti da Del Toro. Come lascia intendere il titolo, è un capolavoro del genere fantastico, stiamo infatti parlando di una vera e propria favola contemporanea ambientata in una spagna governata dal dittatore Francisco Franco. Nella storia si distinguono due fili narrativi: uno riguarda direttamente la piccola Ofelia (Ivana Baquero), immersa nel suo mondo di fantasia e che si ritrova all’improvviso protagonista di avvenimenti fantastici; dall’altra parte c’è la guerra, che fa da sfondo a tutto ciò, in cui l’esercito di Franco si ritrova a fronteggiare un gruppo di ribelli che si nasconodo tra i boschi.

« Tanto tempo fa, nel regno sotterraneo, dove la bugia, il dolore, non hanno significato, viveva una principessa che sognava il mondo degli umani. Sognava il cielo azzurro, la brezza lieve e la lucentezza del sole. Un giorno, traendo in inganno i suoi guardiani, fuggì. Ma appena fuori, i raggi del sole la accecarono, cancellando così la sua memoria. La principessa dimenticò chi fosse e da dove provenisse. Il suo corpo patì il freddo, la malattia, il dolore, e dopo qualche anno morì. Nonostante tutto, il Re fu certo che l’anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L’avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare. » (Monologo iniziale).

La bambina è costretta a sopportare la prepotenza e la crudeltà del suo nuovo patrigno, il capitano Vidal (Sergi López), che la madre sposò non tanto per amore quanto per esigenza. Perciò si crea questo mondo di fantasia, immergendosi nelle letture dei suoi libri di favole quando succede l’inaspettato. Delle fate la condurrano in un antico labirinto, che si trova lì da tempo prima del  mulino in cui abita, al cui centro c’è una scalinata che porta sotto terra, ed è qui che si manifesta il famoso Fauno. Quest’ultimo le rivelerà chi è davvero, ma che per tornare nel regno che le spetta dovrà prima affrontare tre prove. La piccola Ofelia tra varie difficoltà, tra cui: la guerra, le difficoltà della gravidanza che sta portando avanti la madre Carmen (Ariadna Gil) e il segreto che deve mantenere in quanto la governante Mercedes (Maribel Verdú) si tratta essere una infiltrata ribelle; cercherà comunque di portarle tutte a termine. Andando avanti nella storia si inaspriscono sempre di più gli scontri tra l’esercito guidato dal capitano, e i ribelli che abitano i boschi vicini, tanto da interferire nella vita della bambina.

« E si dice che la principessa discese nel regno paterno. E che li regnò con giustizia e benevolenza per molti secoli, che fu amata dai suoi sudditi, e che lasciò dietro di sé delle piccole tracce del suo passaggio sulla terra… visibili solo agli occhi di chi sa guardare. » (Monologo finale).

Straordinaria l’interpretazione di Ivana Baquero, che rispecchia a pieno l’innocenza e la voglia di fuggire dalla realtà di una bambina, che si ritrova senza volerlo in situazioni più grandi di lei. Gli attori principali: López, Verdú e Gil, sono tutti ben noti nel panorama del cinema spagnolo, recitando in serie tv e altri film. In ultimo citiamo Doug Jones, nel ruolo del fauno e dell’Hombre Pálido, come sempre non ha deluso, non per niente è noto per le sue partecipazioni in film di genere fantasy, fantascientifico e horror.

Alcune Curiosità:

  • Il Fauno è una figura mitologica appartenente alla tradizione romana, in seguito associata al Satiro della mitologia greca, ed è una sorta di semi-dio protettore della natura rappresentato con forme umane ma con corna e zampe di capra.
  • Durante il film, la governante Mercedes canticchia una ninna nanna alla piccola Ofelia, non è altro che la colonna sonora del film intitolata “Long, long time ago” composta da Javier Navarrete. Per questa colonna sonora oltre a candidature varie, tra cui per il Grammy Award, vince il premio Ariel Award, il maggior riconoscimento del cinema Messicano.
  • Il film è una favola in chiave horror, come può essere “Cappuccetto rosso sangue” o “Il cacciatore di giganti” , che tra l’altro sono anteriori al film. L’impronta horror non si riscontra solo nella presenza del mostruoso Hombre Pálido, ma anche nella parte di mondo reale che contorna il film, tra torture e crudeltà varie. Solo per la maschera del già nominato Hombre Pálido ci vollero circa 5 ore di trucco, senza contare le difficoltà visive che comportava.
  • Doug Jones è l’unico americano presente nel cast, non parlava neanche spagnolo ma nonostante tutto le sue battute ha dovuto memorizzarle in lingua. Per capire quando era il suo turno, ha dovuto imparare anche le battute di Ofelia, quindi, capirete da voi che è stato un vero e proprio lavorone per lui, che può essere definito “il più famoso attore sconosciuto”.

 

Tiziano Padovani

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