“Il volo” di Theo Angelopoulos (1986)

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Film di Theo Anghelopoulos del 1986. Tra gli attori protagonisti, sui quali ruota tutto il racconto possiamo ricordare: Marcello Mastroianni (Spyros), Serge Reggiani (l’amico ricoverato), Nadia Mourouzi (la ragazza incontrata per strada), Jenny Roussea (moglie di Spyros).


Spyros (Marcello Mastroianni), sessantenne di origine contadina, sposato e con due figli, è maestro elementare in un paesino della Grecia dove vive con la famiglia. Dopo il matrimonio della figlia, l’uomo sente l’acuirsi di un forte disorientamento e, senza una plausibile spiegazione logica, decide di abbandonare insegnamento, casa, moglie e famiglia per tornare alla sua vecchia professione di apicoltore dal nonno e dal padre.

Caricate le arnie e le api su un furgone, inizia il lungo viaggio “on the road” di Spyros, dall’Epiro al sud, senza una meta precisa, in cerca di un luogo dove poter far stare a proprio agio le sue api, per la produzione del miele.

Incontratosi per un breve aperitivo con i suoi amici apicoltori, li saluterà e ognuno seguirà la propria strada. Una delle tappe più commoventi di tutto il film sarà l’incontro con dei vecchi compagni di scuola, uno dei quali molto malato. Insieme, stapperanno una bottiglia di vino e il malato, forse per l’ultima volta, al tramonto rivedrà il mare e, come ai vecchi tempi, tutti faranno il bagno nudi.

Nel suo viaggio, Spyros, forse per la solitudine o la malinconia, sente il bisogno di rivedere la moglie e di ricostruire con lei una vita, al cui centro è la famiglia.

Tra le tante sue disavventure, sarà perseguitato da una ragazza, una poco di buono che, per scappare dal suo fidanzato, decide di intrufolarsi come un cagnolino al seguito nella vita di Spyros. Come dice quel vecchio detto, “l’uomo non è di legno”, per la passione, l’amore e i ricordi, tra l’apicoltore e la ragazza scaturirà un amore impossibile. E sarà proprio a causa della tanta desolazione e della tristezza che, per porre fine a una vita grama e misera, l’uomo libererà le api, facendosi pungere da esse,

La Grecia è ormai cambiata e, passando dalla storia collettiva (quella dei film che lo hanno reso famoso) a quella individuale, Angelopoulos firma il suo film più intimista e lirico, grazie anche a un’intensa e commovente interpretazione di Marcello Mastroianni.

Potrebbe sembrare un film comico, ma i toni grigi, il tempo spesso nuvoloso, la tristezza dei personaggi fanno pensare al contrario. Il regista non ci lascia mai soli, ci accompagna nel cammino di “Spyros a….” con una voce narrante (over voice), che ha la funzione di diario di bordo nel viaggio che Spyros ci farà percorrere. Già dall’incipit delle prime sequenze ne abbiamo una prova: “Dal viaggio di Spyros a: 27 Marzo, nevica primaverile…”. Altro aspetto che sembra importante sottolineare è il fatto che Spyros, nel suo vagare di città in città, ci mette in contatto con culture diverse, usanze, costumi, come se ci trovassimo in un piccolo documentario etnografico.

Claudio Castaldi

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