“Che ora è?” di Ettore Scola (1989)

“Parlare di tutto per non parlare di niente”

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“Che ora è?”, regia di Ettore Scola, anno 1989.

Nel cast sono presenti Marcello Mastroianni, nel ruolo di Marcello Ridolfi, e Massimo Troisi (Michele Ridolfi), figlio di Marcello. Il film è ambientato a Civitavecchia e le storia è circoscritta tra le 12 della mattina alle 22 della notte.

Molti dicono o pensano che il rapporto tra genitori sia tutto rose e fiori, che vi sia sempre un dialogo, ma il film ci presenta un legame padre-figlio conflittuale.

Marcello Ridolfi, avvocato di mezza età, decide di andare a trovare il figlio Michele militare alla caserma Piave di Civitavecchia. Oggi è il suo giorno di libera uscita. Dopo le pulizie nel camerone, alle ore 12 incontra il padre. Il padre cerca di capire cosa il figlio voglia fare della sua vita, quali saranno i suoi ideali, i suoi progetti, dato che a breve finirà il servizio militare, ma con scarsi risultati. Il padre non riesce a curare al meglio il rapporto col figlio: è molto presuntuoso, vuole entrare e decidere su tutto e su tutti. In quelle poche ore, il figlio viene ossessionato dai regali che Marcello ha pensato di fargli e dai suoi ricordi sulla guerra. Erroneamente, pensa che per acquistare la benevolenza del figlio debba fargli dei regali costosi.

Nel loro vagare per le strade di Civitavecchia, si alternano momenti di gioia, di ricordi, ma anche di forti scontri.

Un momento bello è quando insieme mangiano alla “Trattoria del Gobbo” e il padre gli regala l’orologio del nonno con la locomotiva dietro. Michele stesso racconta: “Mi ricordo quando avevo la febbre da piccolino: il nonno veniva a trovarmi, e io amavo tenere in mano il suo orologio, chiedendogli sempre: ‘Che ora è?’”.

Da qui il titolo del film.

Troviamo un altro episodio significativo, caratterizzato, però, da liti aspre, quando, ad esempio, una sera, i due si dividono, dopo aver ricordato momenti brutti.

Il lieto fine, però, è sempre il più bello: i due, seduti sul treno che sta per partire, si mettono, come due bambini, a giocare con l’orologio, ricordando, così, i tempi della giovinezza. Ma che ne sarà di Michele dopo il servizio militare?

Ettore Scola, nel suo modo di fare regia, tratta sempre tematiche sul rapporto tra più persone o persone obbligate a vivere in certe condizioni perché la legge lo impone.  Infine, in molti film di Scola, il titolo scatta un fotogramma su un elemento centrale della pellicola. Nel film, le musiche e le colonne sonore sono create da strumenti a fiato, trombe, flauti traversi e bassi, con cadenza ritmata: il tutto crea suspense nello spettatore.

 

                                                                                              Claudio Castaldi

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