DRIVE

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Uscito nel 2011, Drive è il decimo lungometraggio del regista danese Nicholas Winding Refn, il quale ha vinto il premio alla miglior regia al Festival di Cannes, nello stesso anno, proprio grazie a questo film. Nato come regista di culto grazie alla trilogia Pusher, Refn è riuscito a farsi notare dalle grosse produzioni internazionali e a raggiungere la massima notorietà grazie a Drive. Basato sull’opera omonima dello scrittore James Sallis, il film racconta la storia di un pilota senza nome (Ryan Gosling), che conduce una doppia vita: meccanico e stuntman di giorno, autista per la fuga di rapinatori di notte. Il protagonista sembra destinato a diventare un pilota professionista grazie al capo Shannon (Bryan Craston), che vuole investire sulla sua carriera con l’appoggio del mafioso Bernie Rose (Albert Brooks), ma tutto cambia quando il pilota conosce Irene (Carey Mulligan), una donna che vive nel suo stesso palazzo con il figlio Benicio, avuto con il marito detenuto per rapina, Standard Gabiel (Oscar Isaak), indebitato con il mafioso Nino (Ron Perlman). Il freddo pilota senza nome inizia così, per la prima volta, a mostrare le sue emozioni, innamorandosi della bellissima Irene e affezionandosi al bambino. Questa è la premessa del film e preferisco non andare oltre, per lasciare a voi spettatori il piacere di guardare lo svolgersi della trama tra intrighi, inseguimenti, violenza e amore. Drive non è un film pienamente originale a livello di storia, ma le scelte di regia operate dal virtuoso Refn, la meravigliosa colonna sonora fatta di synth anni ’80 e l’interpretazione fenomenale di Ryan Gosling, lo rendono un film tra i più intensi degli anni 2010, destinato a lasciare il segno nella mente di chi lo guarda. Dagli spettacolari stunt in automobile fino al meraviglioso finale, passando per la magnifica scena dell’ascensore e per i combattimenti violenti, sarete immersi in un’atmosfera che vive di luce propria, luce manipolata abilmente da Refn e dal direttore della fotografia Newton Thomas Snigel, per creare contrasti di luci e ombre, ma anche di colori netti, che danno al film un tono quasi fumettistico. Insomma, una bella storia diretta in modo impeccabile, condita con una colonna sonora indimenticabile, che non mancherà di emozionarvi.

 

Curiosità:

 

  • Inizialmente, la produzione aveva scelto Hugh Jackman per il ruolo del protagonista, ma in seguito lo abbandonò;

 

  • Ryan Gosling fu scelto come sostituto di Jakman e fu proprio lui a scegliere Refn come regista del film;

 

  • Per ironia della sorte, Refn non ha nessun interesse per le automobili e non possiede la patente, essendo stato bocciato 8 volte agli esami;

 

  • Bryan Cranston, nel 2012, ha dichiarato di aver improvvisato molte delle sue scene e fu scelto da Refn per la sua performance nella serie Breaking Bad;

 

  • Ryan Gosling ha pochissime battute nel film, 116 per la precisione, per un totale di 891 parole in tutto lo script;

 

  • Il film rimanda alla favola della rana e dello scorpione (quest’ultimo è raffigurato sul giubbotto del protagonista), che tratta l’impossibilità degli individui di cambiare la propria natura.

Marco Andreotti

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